E' passato poco più di una settimana dalla scomparsa di Antonio Gava. Non ho voluto scrivere alcun post a caldo; così come non voglio, ora, scriverne uno a freddo. Odio i coccodrilli di commiato, che sanno sempre d'ipocrisia e, talvolta, di becero revisionismo. Il rigido sistema di potere di Gava e della sua Dc, che ammantò come una cappa Castellammare a cavallo tra gli anni settanta e novanta, va ora consegnato alla storia e sta al giudizio degli studiosi fornire una chiave di lettura più oggettiva - nel bene e nel male - della politica e del modo di farla in quegli anni.
Desidero invece, con questo mio articolo, soffermarmi sull'altra Castellammare, quella rossa: quella che consegnava al Pci altissime percentuali di voto che, negli anni, portò Castellammare ad essere soprannominata la "Stalingrado del sud"...
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