Parole, simboli, musica, luci e ancora parole. A ritmo martellante, incalzante, debordante. Da video-clip.
Che i due protagonisti di “Made in Italy”, opera vincitrice del Premio Scenario 2007, giochino sull’estetica del suono e sull’assuefazione alle parole, la dice lunga su come sia diventata, oggi, la comunicazione umana. Valeria Raimondi ed Enrico Castellani non raccontano una storia ma rappresentano, con quel loro parlato da televisione sempre accesa - sottofondo costante e continuo riferimento alla vita dell’uomo medio - il mezzo che si trasforma in soggetto.
È il ritratto di un’Italia che, se localizzata nel nord-est veneto per il linguaggio di provenienza degli attori, non può non allargarsi ad un onnicomprensivo Bel Paese. Il ‘made in Italy’, così, diventa un susseguirsi di volgarità, idoli mediatici, frasi fatte, intolleranza e stereotipi. Il tutto imbellettato da giri di menehito, chiacchiere da bar e miti da stadio...
VAI ALL'ARTICOLOinserita 68 giorni fa da klpost -  Sezione: Cultura e Spettacolo
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