3 mesi fa
La fretta è cattiva consigliera, ma in alcune professioni può costare cara. E’ quanto accaduto ad un notaio che, redatti 120 atti in meno di quindici giorni, ha ricevuto una sanzione di 10mila euro. Il provvedimento disciplinare revocato in Appello per assenza di prova specifica, ha invece trovato conferma in Cassazione. Con sentenza n.28023/2011 la Suprema Corte ha ribadito come la frettolosità sia incompatibile con l’attività notarile. E la fretta è deducibile dal tempo dedicato alla formazione dell’atto e, quindi, dalla lettura dello stesso.
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casaxp - Sezione: Economia
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