Il loro populismo in America Latina oggi è in crisi. Come dimostrano i casi di Cile e Brasile. Ma non è ancora vinto
Chi avrebbe mai immaginato che all'inizio del XXI secolo l'ottantenne dittatore comunista di una piccola isola in dissesto avrebbe avuto un'influenza sull'America Latina pari a quella del presidente degli Stati Uniti? Strano, ma è così: la geopolitica è stata deviata dal realismo magico e la superpotenza globale pare una reliquia politica, mentre Fidel Castro esercita la sua influenza, pari a quella di George W. Bush. I più intimi alleati di Castro sono al potere o sono alcuni dei più popolari politici dei loro rispettivi Paesi. Il suo antiamericanismo è trionfante. Le sue idee, liquidate pressoché ovunque dalla fine degli anni Ottanta, non sono più oggetto di studio nei libri di storia, bensì temi caldi dei dibattiti nazionali, delle piattaforme elettorali e, in alcuni Paesi, delle decisioni dei governi.
Questo risultato assai inverosimile è dovuto a tre fattori
VAI ALL'ARTICOLOinserita 69 giorni fa da daiotto -  Sezione: Esteri
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