Veltroni per molto tempo ha sostenuto la necessità di costruire un Pd "liquido" ovvero un partito che superasse i vecchi riti e le liturgie tipiche del partito tradizionale. Uno stop fermo ai "partitisti" nostalgici di tessere e congressi "regolari", ovvero decisi a tavolino ecc. Le cose, come sappiamo, non sono andate proprio così. Il tesseramento si è fatto, si faranno congressi, si eleggeranno i segretari (senza alcuna elezione diretta) di circolo e, ahimé, continueranno a proliferare componenti interne, correnti e spifferi. A Napoli poi, per un misterioso combinato disposto della "fisica" partitica, la fase liquida è stata sostituita da quella gassosa [...]
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