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Una riflessione logica, ma non so fino a che punto condivisibile. O meglio... non del tutto condivisibile. Lessi, a suo tempo, Sette anni in Tibet di Harrer. Veniva descritto un mondo arretrato, ma innocente, quasi da fabia. Il regime feudale/medievale non sembrava un regime violento. Di certo è comunque immaginabile che per molti dei tibetani la vita non fosse così allegra. In ogni caso, quando i cinesi invasero il tibet, le armi per difendere lo stato erano costituite da una decina di fucili e da un mezzo cannone da operetta... Difficile pensare ad un regime sanguinario con armi come queste! I cinesi, antisportivi, non tennero conto della "forza" dei loro avversari e non disdegnaromo di usare armi pesanti e carri armati. Luci ed ombre ci sono sempre, quindi è difficile dare giudizi trancianti. Secondo me, comunque, è meglio che un popolo si salvi da solo... con i propri mezzi. Se ci mettiamo a dire che i cinesi hanno fatto un favore al tibet, trovando anche delle motivazioni condivisibili, perché allora non dovremmo dire che gli USA non abbiano fatto un favore agli iraqeni? Seguendo certe strade, alla fine si rischia di finire a casa del diavolo. Per questo rimango dell'opinione che la cina ha invaso il tibet e che non ha fatto nessun favore ai tibetani.
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