testi antichi la ricordano come Netum o Neetum, ovvero come Noto antica, ben distinta dalla Noto attuale ricostruita ex novo a circa 15 Km di distanza, sul declivio del Colle Meti, dopo il violento terremoto del 1693, che la rase al suolo.
L’intera zona è diventata area archeologica di notevole interesse storico, poiché la sua fondazione si fa risalire presumibilmente intorno al 448 a.C. da parte di Ducezio, re dei Siculi.
Narra infatti la storia, che si confonde con la leggenda, che ducezio, per premunire la sua città natale contro le incursioni dei Greci, la trasferì dalle colline della Mendola al monte Alveria, più difendibile sia perché circondato da profondi balzi, sia perché pensò di munirla di una cinta muraria.
Se non si facesse riferimento ai reperti archeologici risalenti al IX e VIII secolo a.C., oltre a quella di Diodoro, non esiste, nelle antiche descrizioni di città, altra menzione diretta della nascita della Noto originaria e del popolamento del suo territorio.
VAI ALL'ARTICOLOinserita 70 giorni fa da sicilia -  Sezione: Cultura e Spettacolo
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