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venerdì 24 maggio 2013 - 11.24

Eugenio Scalfari vs. Gustavo Zagrebelsky

Eugenio Scalfari vs. Gustavo Zagrebelsky 9 mesi fa  - Il tempo e le opinioni sono mutevoli... cambiano. Al tempo possiamo riconoscere tutte le attenuanti possibili, alle opinioni, invece, le attenuanti si restringono al campo delle sole convenienze. In Italia abbiamo numerosi esempi. Il campione del cambiamento di opinione è senz'altro Giuliano Ferrara, una vera trottola del pensiero, capace di passare da estremista comunista a estremista berlusconiano.

Ma non parliamo di Ferrara. Parliamo di Eugenio Scalfari. Repubblica è diventato da tempo l'house organ di Mario Monti ed il suo fondatore è il principale supporter del sobrio professore preside bocconiano, insieme al presidente della Repubblica Napolitano, tanto che, tra i due, sembra quasi vi sia una specie di sinergia, se non patto di ferro, a sostegno del governo tecnico.

Fin qui niente da dire. Giustamente Scalfari può dare tutto i suo supporto, se lui lo ritiene giusto, a Monti ed a chi lo ha voluto, Giorgio Napolitano. Quello che rende perplessi, però, è il modo con cui Scalfari reagisce a chi si "permetta", anche in toni assolutamente civili, di esercitare il proprio diritto di critca nei confronti di uno dei suoi "campioni".

Lo scorso venerdì, Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale, si è permesso di criticare, su la Repubblica, come inopportuno il ricorso alla Consulta di Giorgio Napolitano. Come sua abitudine, Zagrebelsky ha esercitato il proprio legittimo diritto di critica in toni cortesi iniziando l'articolo con la frase Eterogenesi dei fini. In sostanza, l'incipit racchiudeva il senso della critica, cioè che Napolitano, rivolgendosi alla Consulta, avrebbe dato vita, seppur non intenzionalmente, ad una serie di conseguenze che Zagrebelsky giudica negativamente e che, secondo la sua opinione, potrebbero gravemente danneggiare la credibilità della Corte Costituzionale.

Non l'avesse mai scritto! Apriti cielo. Puntuale arriva la piccata risposta di Eugenio Scalfari che difende come giusta ed opportuna l'iniziativa di Napolitano, fino ad arrivare a scagliarsi contro la magistratura e l'inchiesta sulla trattativa stato-mafia... tanto che, a leggere l'articolo, sembrava di ascoltare una delle tante dichiarazioni a pappagallo pronunciate da uno dei soliti dipendenti del partito della libertà, del tipo di Cicchitto o Gasparri.

Le opinioni sono mutevoli... cambiano...

Prosit
Ernesto
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