Lavoro e crescita, ignorati da governo e maggioranza

Lavoro e crescita, ignorati da governo e maggioranza 20/04/2012 - A Roma, la CGIL sta manifestando contro la riforma del lavoro e le modifiche all'articolo 18. La Camusso, presente nel corteo, parla di situazione sociale ormai insopportabile.

Ieri, l'Istat ha reso noto il numero di persone che, pur avendone la possibilità, hanno rinunciato a cercare un impiego. Sono l'11,6% rispetto alla forza lavoro. Il loro numero è 3 volte maggiore rispetto a quello della media europea.

Queste persone non vivono di rendita e la loro scelta non è dettata dall'ignavia o, banalmente, dalla volontà di vivere alle spalle degli altri. Semplicemente, o logicamente, queste persone non cercano più lavoro perché sanno, o si sono convinte, che è inutile, perché non lo troveranno. Difficile dar loro torto.

Ma la cosa ancor più preoccupante è che questo dato dà una più reale situazione della drammaticità della crisi italiana. I dati ufficiali parlano di una disoccupazione del 9,5%. Però, questi dati non tengono conto della cassa integrazione straordinaria e neppure di quella ordinaria (dove è ridicolo chiamare occupati persone che lavorano due mesi all'anno).

A guardare i dati con più onestà, capiremmo che l'Italia è molto più vicina alla situazione greca di quanto ci vogliano far credere.
Infatti, anche gli italiani sono ostaggio di un governo di incapaci supportato da politici inetti, quando non addirittura delinquenti o supposti tali, che stupidamente continuano a sfornare nuove tasse, senza che siano distribuite equamente, ignorando anche le più elementari e banali misure di crescita, all'insegna del più evidente e macroscopico CE NE FREGHIAMO.

Ma sono sicuri che tutto ciò possa continuare all'infinito ed impunemente?

Prosit
Ernesto
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