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martedì 21 maggio 2013 - 5.40

Monti dixit

Monti dixit 9 mesi fa  - Prendete due persone che hanno difficoltà ad esprimersi (in italiano) e fanno di tutto per far credere di non conoscere neppure il significato delle parole che utilizzano e fateli parlare fra di loro. Che cosa ne verrà fuori? Un guazzabuglio senza capo né coda che, però, ha il vantaggio di far fare due risate a chi ne leggerà i contenuti.

Quindi, prendete un Mario Monti e fatelo intervistare da un Luigi Amicone, il direttore della rivista berlusconian-ciellina Tempi e, come risultato, avremo, per l'appunto, un guazzabuglio di domande e risposte il cui unico risultato è quello di far sorridere.

Qualche esempio? L'Italia è in stato di guerra nella battaglia all'evasione. Ed allora anche i contribuenti dovrebbero essere in stato di guerra permanente contro uno stato ladro che ruba soldi, senza fornire servizi, per assicurare il mantenimento di privilegi alle varie ed opulentissime caste presenti nel paese. Ma di questo i due personaggi non ci hanno fatto saper niente.

Ma non fermiamoci qua. Infatti, che dire degli aiuti alle scuole paritarie (leggi private)? Monti ha confermato al cattolicissimo Amicome che le scuole paritarie (nel senso di scuole cattoliche private) saranno confermati. Peccato che il sobrissimo e preparatissimo professore (a dir la verità non è il solo) si dimentichi che la Costituzione vieti il finanziamento alle scuole private, anche nel caso che, ipocritamente, vengano definite non pubbliche.

Tutto qua? Ma nooo. Mettiamoci anche le intercettazioni telefoniche. L'ottimo professor Monti ha pure promesso che il governo (tecnico) prenderà provvedimenti per il "fenomeno" delle intercettazioni telefoniche, dove, a suo giudizio, si sono verificati e si verificano abusi (leggi vicenda Mancino).

Ci sarebbe anche molto altro da sottolineare, ma mi sono stancato. È deprimente sentire sempre le stesse identiche cose, da un anno all'altro, sia che a pronunciarle sia un anziano, alto un tappo e un barattolo, fissato con il sesso oppure un professore (ma ne siamo certi?) della Bocconi (che ha perso molto del prestigio che aveva, viste le capacità del suo preside).

Prosit
Ernesto
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Commenti
inviato da utente non registrato - 4 settembre 2012
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Ho letto l'articolo. Si tratta della madre di un diisable che lo accompagna in una casa d'appuntamenti (clandestina) e li e8 sorpresa da una irruzione della polizia mentre e8 in attesa della consumazione . Le dichiarazioni di quella madre sono molto accorate. Cif2 che mi ha colpito e8 la consapevolezza che al suo posto doveva esserci il padre. Ora, io non so quanti siano i casi simili, e quante madri facciano quello che ha fatto lei, quindi non generalizzo. Ma va detto che quella madre ha assolutamente ragione. Quello era il posto del padre. E cif2 fa riflettere sul fatto che, almeno in questo caso, l'assunzione da parte femminile di un ruolo maschile non e8 stata voluta, ma una necessite0 perche8 il padre si e8, sembra, sottratto. Non, sia chiaro, perche8 si e8 rifatto una famiglia, ma perche8 ha lasciato che di quella esigenza del ragazzo si facesse carico la madre e non lui stesso. Esiste anche una responsabilite0 maschile e paterna che non possiamo tacere e che ha due aspetti. Uno e8 il sottrarsi volontariamente come sembra sia questo caso, l'altra e8 non opporsi quando la madre, in tanti altri casi, vuole lei assumersi un ruolo non suo, espandere il proprio campo d'azione a danno di quello paterno. Credo anzi che questi siano i casi pif9 numerosi, e questa e8 forse la maggiore colpa maschile. Che ha conseguenze dannose sui figli, su se stessi in termini di autostima, ma alla fine anche sulle donne stesse indotte a credere (dalla scarsa resistenza maschile) di essere onnipotenti. Credo invece che se un maschio/padre sa mettere i suoi bei paletti, in questo come in tutti gli altri aspetti, della vita di coppia, alla fine acquisisce stima e rispetto dalla sua donna, automaticamente indotta a ritrovare/rimanere al suo posto. E se cif2 non accade, allora che vada per suo conto. Un'ultima considerazione, infine. Sono certo che se la polizia avesse trovato il padre e non la madre, il caso sarebbe stato trattato diversamente. E quel padre sarebbe stato considerato con nessuna indulgenza, sarebbe anzi stato trattato da puttaniere maschilista che insegna al figlio le sue stesse pratiche viziose. Questo la dice lunga sui metri di giudizio usati per uomini e donne, ma perdio un uomo deve saper affrontare anche le sciocchezze dei media e della cosecdetta opinione pubblica a testa alta, se e8 davvero convinto di quello che fa.armando
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