mercoledì 19 giugno 2013 - 22.42
L'anniversario della morte di Paolo Borsellino
11 mesi fa - Oggi è il 20° anniversario della morte di Paolo Borsellino. Dopo gli ultimi avvenimenti, però, quella che si è celebrata oggi è
l'ipocrisia... del presidente della Repubblica, dei partiti e dell'informazione.
Dopo l'imbarazzante decisione di chiedere il conflitto di attribuzione sulle registrazioni che lo vedono coinvolto, Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio dichiarandosi "al fianco di quanti continuano l'opera di Paolo Borsellino e di tutti coloro che come lui sono caduti in nome della legge".
Nello stesso messaggio, Napolitano ha pure scritto che "non c'è alcuna ragion di Stato che possa giustificare ritardi nell'accertamento dei fatti e delle responsabilità, ritardi e incertezze nella ricerca della verità specie su torbide ipotesi di trattativa tra Stato e mafia. E proprio a tal fine è importante scongiurare sovrapposizioni nelle indagini, difetti di collaborazione tra le autorità ad esse preposte, pubblicità improprie e generatrici di confusione. Su ciò deve vegliare tra gli altri il Presidente della Repubblica, cui spetta presiedere il Consiglio Superiore della Magistratura: e deve farlo, come in questi anni ha sempre fatto, con linearità, imparzialità, severità".
Quello sopra riportato è il passaggio più significativo del messaggio. Nel tentativo di giustificare il suo operato, quale presidente del CSM, Napolitano dà l'impressione di avere l'autorità per coordinare le indagini, quando, invece, al Consiglio Superiore della Magistratura competono unicamente, secondo le norme dell'ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati.
E questa è un'ulteriore conferma del fatto che Napolitano abbia completamente perso la testa.
L'altra cosa imbarazzante è l'atteggiamento dell'informazione che tenta di "coprire" Giorgio Napolitano. L'informazione italiana è prontissima ad indicare Di Pietro come fonte di tutti i mali... ed è stato anche così per le sue critiche a Napolitano.
Peccato, però, che le stesse critiche, se non addirittura più dure, al presidente della Repubblica le abbiano rivolte pure il fratello e la sorella di Borsellino. A questo punto, non potendo dir male anche di loro, hanno scelto di non riportare le loro dichiarazioni.
I partiti, naturalmente, non sono stati da meno... ma dei partiti, in special modo quelli che risiedono in Parlamento, non ci si può stupire, dato che al peggio non vi è mai fine.
La verità sulla strage di via d'Amelio probabilmente non la sapremo mai. In compenso, però, abbiamo perfettamente chiaro che media, partiti ed istituzioni, salvo alcune eccezioni, fanno tutto ciò che è in loro potere per nasconderla. Se non altro, si è fatta un po' di chiarezza.
Prosit
Ernesto
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