L'OCSE conferma la bassa crescita dell'economia. Il PIL dell'Italia fermo allo 0,8% anche nel 2017

L'OCSE conferma la bassa crescita dell'economia. Il PIL dell'Italia fermo allo 0,8% anche nel 2017
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L'OCSE ha pubblicato le proprie previsioni di crescita per l'economia mondiale nei prossimi due anni. Tanto per togliere qualsiasi dubbio su ciò che ci aspetta nel prossimo futuro, l'economia quest'anno crescerà a ritmo più lento del previsto, mentre una modesta crescita è prevista per il 2017.

Se questo può essere un messaggio a Europa e USA, l'OCSE afferma che i tassi d'interesse eccezionalmente bassi, ed in alcun casi negativi, costituiscono un elemento distorsivo del mercato con l'aumento dei rischi per il sistema finanziario dove è aumentata la vulnerabilità degli investitori.

Secondo il capo economista dell'OCSE Catherine Mann, il forte rallentamento del commercio mondiale contribuisce a minare la solidità dei fondamentali dell'economia, aumentando le difficoltà per uscire dalla trappola della bassa crescita. Questo, anche a causa di un sostegno politico non adeguato alle politiche commerciali.

Inoltre, altro elemento negativo, sottolineato da Catherine Mann, è quello della politica monetaria con i paesi che devono ridurre un'eccessiva dipendenza dalle banche centrali.

In termini generali, l'OCSE prevede che l'economia mondiale crescerà quest'anno del 2,9%, mentre sarà del 3,2% la crecita nel 2017.

Questo il PIL previsto per i principali paesi nel 2016 e nel 2017. Gli Stati Uniti: 1,4% - 2,1%; Germania: 1,8% - 1,5%; Francia: 1,3% per il prossimo biennio; la crescita per l'Italia è prevista allo 0,8%; Giappone: 0,6% - 0,7%; Canada: 1,2% - 2,1%; Regno Unito: 1,8% - 1%; Cina: 6,5% - 6,2%; India: 7,4% - 7,5%; Brasile: -3,3% - 0,3%.

Come queste previsioni possano essere controbilanciate dalla politica del rigore che l'Europa continua a perseguire con la più estrema ottusità è francamente un mistero. Da ricordare, ad esempio, che il commissario europeo per gli affari economici e monetari Pierre Moscovici ha ribadito, per quanto riguarda le prossime leggi di stabilità che i vari paesi dell'Unione dovranno presentare, che i  margini di flessibilità rispetto a quanto stabilito dalle politiche europee saranno limitati.

mario_falorni
nella categoria Economia
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