Uccisi tre coloni israeliani dopo gli scontri di venerdì a Gerusalemme e in Cisgiordania

Uccisi tre coloni israeliani dopo gli scontri di venerdì a Gerusalemme e in Cisgiordania

Venerdì sera tre coloni israeliani sono stati uccisi all'interno dell’insediamento di Halamish, in Cisgiordania. Erano all'interno della loro casa e stavano cenando quando sono stati accoltellati da un palestinese, Omar al-Abed.

Un riservista dell'esercito israeliano ha udito le loro grida ed è intervenuto ferendo l'aggressore che, adesso, è ricoverato in ospedale.

Le forze di sicurezza israeliane hanno perquisito la casa dell'aggressore nel villaggio di Khobar, alla ricerca di armi. Secondo quanto dichiarato da un portavoce, nella perquisizione sono stati sequestrati soldi usati "per finalità terroristiche" ed, inoltre, è stato arrestato anche il fratello di Omar al-Abed. La casa dell'attentatore, naturalmente, sarà distrutta nelle prossime ore.

Sul proprio profilo facebook, Omar al-Abed aveva annunciato il proprio gesto dedicandolo ad Allah, al profeta e alla Moschea di Al-Aqsa.

Ai tre palestinesi morti, adesso si aggiungono anche i tre coloni israeliani, conseguenza della volontà di Netanyahu di voler alzare il livello di tensione tra israeliani e palestinesi con l'installazione di metal detector nei pressi dei punti di accesso alla Spianata delle moschee.

Oltre alle uccisioni, agli scontri e ai feriti, si aggiungono anche le conseguenze diplomatiche di quanto voluto dal governo di Tel Aviv con il presidente palestinese Mahmoud Abbas che ha ordinato la sospensione di tutti i contatti ufficiali con Israele finché i metal detector non verranno rimossi.

In risposta, Netanyahu ha aumentato il numero dei militari presenti in Cisgiordania, senza fornire però dati precisi al riguardo. L'obbiettivo del primo ministro israeliano è stato raggiunto. Adesso, qualsiasi trattativa e possibilità di dialogo su eventuali accordi di pace è passato in secondo piano e non se ne parlerà più per un bel pezzo.

Per Israele significa mantenere l'attuale status quo. Quindi, si può dire che Netanyahu abbia raggiunto il proprio obbiettivo. Non una novità... tutto questo lo avevanmo già visto con Sharon: la provocazione come strumento politico.

Ma non si può commentare tutto ciò parlando di astuzia da parte degli israeliani o dabbenaggine da parte dei palestinesi. Questa che stiamo registrando è solo la conseguenza dell'ipocrisia e dell'inuitilità dell'ONU e di molti paesi che ne fanno parte, che permettono ad Israele di continuare a fare ciò che ad altre nazioni non è permesso.

Giuseppe Ballerini
nella categoria Esteri
Attendere...