Amministrative 2017, la non vittoria del PD di Matteo Renzi

Amministrative 2017, la non vittoria del PD di Matteo Renzi

Ricordate Matteo Renzi quando faceva il rottamatore? Quando il PD perdeva ed erano "altri" la causa della sconfitta, allora diceva che non si potevano commentare i risultati col dire che si aveva "non vinto", invece di sostenere che si era perso.

Mancava solo questo a Renzi per la sua completa normalizzazione a politico classico. Ed è arrivata! Commentando i risultati dei ballottaggi alle comunali 2017, Matteo Renzi afferma che "i risultati delle amministrative 2017 sono a macchia di leopardo." In fondo, per lui, l'aver perso Genova e l'Aquila, e in quasi tutti i capoluoghi di provincia dove si votava, oltre a tutti i ballottaggi in Emilia Romagna, per non dire di Sesto San Giovanni - la Stalingrado italiana - sono bazzecole.

Per Renzi è più importante che abbiano vinto "Ermanno a Cernusco sul Naviglio", "Francesca a Sciacca", "Marco a Mira fino a Tommaso a Molfetta... tutta Italia vede risultati belli e sorprendenti di alcuni dei nostri."

Renzi è talmente disperato che si complimenta anche per i risultati ottenuti dal PD in Veneto e persino in Puglia, regione in cui a vincere sono i candidati di Emiliano che col PD di Renzi ha la stessa relazione che esiste tra una stella ed un pianeta.

 

Chi ha vinto le elezioni è il centrodestra unito come dicono tutti, commentatori e politici... di centrodestra. Il centrodestra, come dice Salvini, a guida Lega.

Secondo la maggioranza degli esponenti del centrodestra a vincere a livello locale è stata l'alleanza di tutte le forze di quella parte politica: uniti si vince. E per tale motivo, secondo loro, è necessario presentarsi in coalizione alle prossime elezioni, spingendo per una legge elettorale che favorisca il sistema maggioritario.

Ma l'unico che non la pensa così è proprio colui che, ancora, è da considerarsi il leader del centrodestra, Silvio Berlusconi. Alle politiche lui vuole presentarsi da solo e vuole che la gente voti con il proporzionale.

Il motivo? Fare con Forza Italia quello che in passato hanno sempre fatto i partiti di minoranza: scegliere sul mercato la proposta del miglior offerente per fornire il proprio appoggio per formare il governo. Sapendo che Forza Italia non potrà essere come in passato il partito di riferimento del centrodestra, per influenzare la politica del Governo - in futuro - farà quel che già faceva il PSI durante la prima repubblica.

Inoltre, in questo modo, avrà pure la possibilità concreta di potersi alleare con colui che Berlusconi considera il miglior candidato del centrodestra: Matteo Renzi. Senza dimenticare che lo stesso Renzi non vede l'ora di potersi alleare con Berlusconi, in fondo è sempre stato il suo sogno.

Quindi, i risultati di queste comunali, alla fine, qualcosa di buono per Renzi lo hanno portato... anche se è quello che lui non dice e non dirà mai.

 

Due ulteriori annotazioni. I 5 Stelle sono anche loro tra coloro che non hanno perso.

Al secondo turno erano riusciti a conquistare ben 10 (da sottolineare dieci) ballottaggi e ne hanno vinti otto! Ma se questo per loro è un ottimo risultato, ben venga.

Infine, quella su cui nessuno può avere dubbi è la vittoria dell'astensione. Al secondo turno l'affluenza è stata del 46,03%, circa il 15% in meno rispetto al dato, già non esaltante, del primo turno.

Fabrizio Marchesan
nella categoria Politica
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