DETTI TOSCANI: “STO COI FRATI E ZAPPO L’ORTO”

DETTI TOSCANI: “STO COI FRATI E ZAPPO L’ORTO”

Quando un toscano controbatte così, vuol dire che di quell’argomento è meglio non parlare.

Quasi profeticamente dichiara che in ogni caso porterà rispetto alle regole anche di malavoglia. Come dire: il mio pensiero non vale ed è meglio pensare al proprio impegno.

Per capire una tale logica dobbiamo riallacciarci alla filosofia del pensiero toscano: tra i tanti nostri difetti c’è quello di non essere d’accordo per ogni cosa accada. Da noi la polemica di qualsiasi tipo, nasce alberello per diventare in poco tempo quercia secolare. Non ci va mai bene niente e così il frastuono del dissenso si fa polifonico, di grande orchestra. Con questo brontolio di opposizione nella nostra regione si è sempre dovuto fare i conti. Appena capita un’occasione, nasce una polemica, una critica, si potrebbe dire “alla toscana”.

Ora si chiama dialettica, ma in passato? Nelle passate epoche storiche spesso manifestare un pensiero poteva essere molto pericoloso. Era sufficiente fare un’osservazione che si era passibili di pene spesso crudeli, anche capitali.
Di solito era meglio far silenzio. Ma per i toscani briosi, era faticoso stare zitti. Non si poteva protestare? Allora ecco pronto un motto, una battuta: non esce pensiero, solo accettazione nel fare il proprio dovere (proprio come i frati che devono aver riguardo per le regole). C’è dichiarazione di subordinazione (a zappare si china il capo), ma non consenso.

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nella categoria Salute
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