Nell'Italia pre-elettorale è iniziata la baraonda dei numeri previsionali che descrivono un paese che non esiste

Nell'Italia pre-elettorale è iniziata la baraonda dei numeri previsionali che descrivono un paese che non esiste

Nell'Italia, che ormai sempre di più si sta affermando come luogo del non senso, le principali istituzioni che dovrebbero regolarne l'andamento fanno a gara per annunciare numeri previsionali più che positivi sul futuro del paese.

Confindustria, Banca d'Italia, ministero dell'Economia... ci dicono - specialmente negli ultimi tempi - quanto crescerà l'economia italiana e quanto sarà strabiliante questa crescita rispetto alle anemiche previsioni di inizio anno.

Naturalmente, tutto questo avrà anche un effetto benefico sullo stato dei conti del paese che, va da sé, non potrà che migliorare.

Insomma, un ottimismo tutto declinato al futuro, perché al presente, i dati che dovrebbero fare da traino alle meraviglie di cui l'Italia godrà tra sei mesi, sinceramente si fa fatica a vederli.

L'Istat ha pubblicato un andamento dell'inflazione che a giugno annaspa poco al di sopra dell'1%, mentre l'inflazione di fondo, quella a cui gli economisti guardano, è dello 0,7%. Ma allora se i prezzi non aumentano, come si pensa che l'economia stia decollando? Senza dimenticare che a settembre finiranno gli ammortizzatori sociali, a dicembre finiranno gli effetti del jobs act con migliaia di persone in odore di licenziamento ed, infine, i rapporti di centri studi non legati al Governo che ci mostrano che almeno un terzo degli italiani ritiene di star peggio rispetto ad un anno fa!

E questo può esser sufficiente a supportare il disfattismo dei professionisti dell'anti a prescindere, pur di parlar male dell'Italia di cui sempre e comunque si deve dire che è un grande paese nei confronti del quale si è fatto molto ma si deve fare di più? Sicuramente no, ma come ulteriore contributo si può aggiungere anche il rapporto pubblicato dalla CGIA che ci illustra la stretta creditizia che le banche hanno riservato alle imprese italiane.

Sarebbe inutile dirlo, ma è meglio ripeterlo. Vista la composizione del tessuto produttivo italiano costituito da aziende medio piccole e a bassa capitalizzazione, a risentire della stretta creditizia sono state soprattutto le piccole imprese.

Le banche in Italia sono state e sono tuttora aiutate dalla BCE e dallo Stato e, nonostante questo, invece di aumentare i prestiti verso le imprese, quei prestiti li hanno diminuiti. Però, Confindustria e Bankitalia ci dicono che il Pil italiano corre!

Secondo la CGIA, "in questi ultimi 3 anni di grave crisi del nostro sistema creditizio (aprile 2017 sullo stesso mese del 2014), com’era prevedibile la contrazione degli impieghi bancari alle imprese italiane ha continuato ad aumentare", raggiungendo la cifra di -62,4 miliardi di euro!

Qundi, in tre anni, le banche hanno tolto dal mercato 62 miliardi di euro, cifra che comprende anche i primi quattro mesi dell'anno in corso. Dato che questi soldi sono prestiti non più effettuati alle imprese, al numero si deve attribuire anche un moltiplicatore che ha contribuito proporzionalmente ad una diminuzione degli investimenti, della produttività e della ricchezza del paese.

Ed i governi Renzi e Gentiloni che si sono succeduti in questo periodo non si sono accorti di nulla. Ed i Soloni che straparlano in tv ci vengono a dire che la produttività nel paese è bassa e va aumentata, senza capire o facendo finta di non vederne la causa, attribuendola invece ad una fantomatica pigrizia dei lavoratori italiani.

E le istituzioni che dovrebbero operare e controllare vicendevolmente la correttezza dei rispettivi operati per governare correttamente il paese, invece di prendere atto della situazione e porvi dei correttivi adeguati hanno iniziato a fornire numeri a casaccio, facendo a gara a chi la spara più grossa, in una sorta di gara del non senso finalizzata a far da propaganda a quanto fatto finora da Renzi e dal suo fermaposto, Paolo Gentiloni Silveri, una specie di premier drone sotto la tutela dei sub comandanti della loggia del Giglio Magico, Boschi e Lotti.

E allora vista la piena di numeri a casaccio con cui già adesso veniamo sommersi, figuriamoci cosa accadrà nei prossimi mesi! Tanto vale prendere atto della situazione e provare a giocarseli al Lotto... hai visto mai che a qualcosa possano realmente servire?

Roberto Castrogiovanni
nella categoria Economia
Attendere...