L'ottimismo di Draghi e la realtà dell'Italia

L'ottimismo di Draghi e la realtà dell'Italia

Un Mario Draghi in formato Trilussa - ricordate la statistica su chi mangia due polli e chi non ne mangia? - parlando durante un evento a Francoforte ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Non vedo ragioni per modificare le indicazioni che abbiamo sempre inserito nel comunicato introduttivo delle nostre conferenze stampa.

Prima di apportare qualunque modifica all'attuale corso Bce – tassi di interesse, acquisto titoli e forward guidance – c'è ancora bisogno di creare un clima di fiducia per cui l'inflazione raggiungerà il nostro obiettivo nel medio termine e resterà a quel livello anche in un contesto di politica monetaria meno accomodante.»

Fin qui niente di nuovo, ma ha anche aggiunto che la ripresa sta migliornado e si sta rafforzando, «traendo spinta da un circolo virtuoso fra consumi in rialzo, crescita dell'occupazione e redditi da lavoro», taanto che «la spesa sale mentre l'indebitamento scende.»

È su queste affermazioni che è evidente il riferimento a Trilussa e alla sua ironia sulla media delle statistiche. È chiaro che Draghi sta parlando di una media europea. Per l'Italia, nonostante questo cauto ottimismo, i problemi rimangono gli stessi e non sembra chiaro come sia possibile possano migliorare.

Per Draghi c'è bisogno di aumentare la crescita che favorirebbe l'aumento dei salari, la ripresa dei consumi e la conseguente diminuzione del debito. Tutto bello e tutto facile... a parole. Ma, rimanendo con i piedi per terra, l'Italia deve ancora capire come rassicurare l'Europa sulla propria manovra di bilancio 2017 non sapendo come trovare 3,5 miliardi di euro, senza ricorrere ai soliti balzelli su accise e Iva. Se è questa la via per la crescita, in Italia abbiamo ancora molta strada da fare.

Roberto Castrogiovanni
nella categoria Economia
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