Ricostruzioni, opinioni, diffamazioni

Ricostruzioni, opinioni, diffamazioni

Viviamo tempi di estrema confusione. E’ un caos che talvolta rispecchia una situazione oggettiva, ma spesso è creato ad arte per confondere un’opinione pubblica già confusa e disorientata. E’ tutto un intorbidare le acque soprattutto nel mondo dell’”informazione” che contiene in realtà il suo contrario, la propaganda.

La mescolanza nasce in primo luogo da un uso distorto delle parole: così le ricostruzioni non ufficiali, nel migliore dei casi, sono definite in modo sdegnoso e riduttivo “opinioni”. Se le opinioni, in un sistema di fatto liberticida, sono sempre più mal tollerate, le versioni che contraddicono le fole raccontate dai media di regime, sono combattute con ostinazione feroce.

Un esempio per tutti: ha suscitato reazioni scomposte la spassionata analisi di alcuni fatti inerenti al Bataclan, come se la DottoressaValeria Solesin fosse stata diffamata, nel momento in cui sono stati raccolti elementi che, invece, dimostrano con un buon grado di plausibilità che la giovane è viva. Dov’è la diffamazione? Dov’è l’improperio? Non è neanche un’offesa alla memoria di chi comunque non può essere commemorato, in quanto ancora tra noi. Da che cosa dipende allora la reazione esagitata e volgare del sedicente zio (molto sedicente e pochissimo o per niente zio) della Solesin, tale Piersante Paneghel? Colui, tra l’altro, se veramente ha sporto querela, non è ne ha alcun titolo, poiché semmai è un affine, non un consanguineo.

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protheus
nella categoria Cronaca
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