Che cosa accadrà giovedì tra Barcellona e Madrid alla scadenza dell'ultimatun inviato dall Moncloa al leader della Generalitat della Catalogna?

Dopo che Puigdemont ha fatto il possibile per intavolare un dialogo con Rajoy in modo da dar seguito ad un accordo che, molto probabilmente, avrebbe dovuto avere come risultato il riconoscimento di uno status che consentisse alla Catalogna di ottenere gli stessi diritti-doveri concessi ai Paesi Baschi, il presidente della regione giovedì proclamerà la tanto discussa indipendenza come seguito del referendum del 1 ottobre.

Indipendenza che dal punto di vista pratico non dovrebbe cambiare nulla nell'immediato, almeno da parte della Catalogna che nel frattempo convocherà un'assemblea costituente, probabilmente eletta con nuove elezioni. Quindi, fintanto che non saranno riscritte le regole, l'intenzione di Puigdemont potrebbe esser quella di continuare a mantenere più o meno inalterati i rapporti con Madrid.

Alla dichiarazione d'indipendenza Rajoy risponderà sicuramente con l'applicazione dell'articolo 155 e qui si potrebbero aprire scenari che oscillerebbero dalla farsa alla tragedia. Infatti, non essendo mai stato applicato nessuno ha ben chiaro fin dove potrebbe spingersi e se le decisioni prese non finiscano poi per collidere con altri diritti costituzionali, come il probabile svolgimento di nuove elezioni in Catalogna per eleggere un'Assemblea costituente.

Ammettiamo che le istituzioni catalane vengano commissariate con personale inviato da Madrid, non è certo pensabile che possano esserne sostituiti i dipendenti. Come potrebbe funzionare allora la Catalogna in una condizione che logicamente potrebbe essere quella di continuo latente sabotaggio?

Naturalmente, a tutto ciò andrebbe aggiunto lo stato permanente delle proteste dei catalani che scenderebbero in piazza, forse non accontentandosi di portarsi solo pentole e testi per far rumore.

E come non dimenticare che i Mossos d'Esquadra, in una situazione simile, difficilmente si contrapporranno ai propri concittadini. Ed allora Rajoy farà intervenire la Guardia Civil? E a che prezzo? Fino a quale livello? Intanto i catalani hanno già i loro primi eroi, Jordi Sànchez e Jordi Cuixart, prigionieri politici e simboli della lotta per l'indipendenza... per esser saliti su un furgone invitando dei manifestanti a tener chiusa la porta di un palazzo impedendo di uscire ad alcuni membri della "Benemerita", entrati all'interno per un'ispezione.

Come si vede da questa probabile ricostruzione di ciò che potrebbe accadere, è chiaro che il primo responsabile di tutto ciò è quel Mariano Rajoy che, al suo primo mandato, si è rifiutato di riconoscere l'attuazione degli accordi tra il suo predecessore Zapatero e l'allora presidente della Generalitat catalana che avrebbero evitato tutto quello che è accaduto finora e, soprattutto, accadrà nei prossimi giorni rischiando di innescare, in linea teorica, addirittura una possibile guerra civile.