L'economia italiana migliora... ma anche no

L'economia italiana migliora... ma anche no

La nota mensile sull’andamento dell’economia relativo a gennaio 2017, pubblicata questa mattina dall'Istat, è rivolta all'ottimismo, con grafici il cui andamento indica in quasi tutti i settori il segno più, non solo in relazione al quadro internazionale, ma anche per quanto riguarda il nostro paese tanto da far affermare all'istituto italiano di statistica che l'indicatore anticipatore segnala per l'Italia prospettive di miglioramento dell’attività economica per i prossimi mesi.

A far da contrappeso a questo "ottimismo", l'apertura dei mercati di questa settimana in cui ha brillato, in negativo, l'andamento di titoli del debito italiano che hanno toccato massimi che da tempo non si vedevano.


Lunedì, lo spread tra BTP e Bund aveva toccato i 203 punti, martedì è leggermente in ribasso, ma staziona sempre in area 200 punti.

A margine di un convegno cui ha partecipato questa mattina, il ministro dell'Economia  Padoan ha così commentato la contrattazione non proprio esaltante dei BTP di questo inizio settimana:

«Le vicende di questi giorni e di queste ore ci ricordano in modo sgarbato che un Paese ad alto debito non può permettersi di non continuare a operare per la sua discesa. [...] Il dialogo con l'Ue continua, perché il Paese e il governo rispettano le regole e le usano per il consolidamento fiscale e la crescita.»

Molti commentatori hanno voluto spiegare questa tendenza al rialzo dei titoli di Stato con la possibile affermazione  politica di forze populiste anti euro, a partire dalla Francia. Però, la stagione delle valutazioni della sostenibilità del debito pubblico da parte delle società di revisione è iniziata e questo, forse, è il motivo più credibile per questo aumento dello spread.

Infine, da ricordare che la fermezza italiana dei giorni scorsi riguardo alla manvora aggiuntiva richiesta in relazione ai conti della legge di bilancio 2017 ultimamente sembra essersi evaporata, tanto che si parla di aumento delle accise sia sui tabacchi che sulla benzina per reperire i 3,4 miliardi di euro mancanti.

Mario Falorni
nella categoria Economia
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