La Commissione Europea apre una procedura contro la Polonia

La Commissione Europea apre una procedura contro la Polonia
Secondo quanto annunciato dal vicepresidente Frans Timmermans, la Commissione Europea aprirà una procedura contro la Polonia, con l'intento di verificare che le modifiche costituzionali e le nuove leggi sui mezzi di comunicazione, volute dal nuovo governo conservatore, non abbiano infranto lo stato di diritto e non siano in contrasto con quelli che sono i valori comuni dell'Unione Europea. Il governo del PiS entrato in carica da poche settimane ha segnato una svolta decisamente autritaria, con modifiche legislative riguardanti la Corte Costituzionale e la televisione pubblica. La Corte Costituzionale potrà emettere verdetti solo con una maggioranza di due terzi e sarà richiesta la presenza di 13 dei suoi 15 membri, invece dei nove sufficienti fino ad oggi. Questo viene visto come un tentativo di togliere potere alla Corte, in modo che non possa abrogare le leggi volute dal governo. Per quanto riguarda la televisione publica questa finirà totalmente sotto il controllo del governo, che sarà il solo a poterne nominare i dirigenti.
In Polonia, si sono registrate molte proteste in ampi strati della popolazione, ma anche alcuni stati europei, fra cui la Germania ed il Lussemburgo, hanno ritenuto molto grave quanto sta accadendo in Polonia, arrivando a fare dei paragoni con il regime nazista. E' la prima volta che l'Unione Europea agisce contro uno degli stati membri. Questa procedura è stata definita nel 2014 dopo che in Ungheria furono indrodotte modifiche della costituzione molto contrastate, ma è la prima volta che viene adottata. Inizialmente, saranno fatte delle attente verifiche per stabilire se le riforme abbiano infranto lo stato di diritto. In tal caso, verrà chiesto al governo di apportare le necessarie modifiche. A fronte di un rifiuto, la Polonia potrebbe essere privata del diritto di voto nel Consiglio d'Europa. Purtroppo, la UE sembra non essersi accorta che anche in Italia sono state approvate, anche se non ancora entrate in vigore, modifiche costituzionali molto discubitili e molto criticate, che per molti alterano l'equilibrio dei poteri. Si è anche messo mano alla televisione pubblica, dove l'ingerenza del governo è ulteriormente aumentata. Siamo davvero sicuri che in Italia ci troviamo ancora in uno stato di diritto?
Mauro Sartini
nella categoria Esteri
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