Quello che l'Italia non capisce odiando i ciclisti

Quello che l'Italia non capisce odiando i ciclisti

Vite leggere su due ruote, ventitré millimetri o pochi di più sui quali stare in equilibrio, mentre altre vite sfrecciano pesanti su tonnellate di acciaio, fregandosene del metro e mezzo che andrebbe lasciato lateralmente ai ciclisti. Vite che a volte si scontrano e che spesso confliggono sebbene le strade siano spazio di pubblico movimento, aperte a tutti, ad automobili e ciclisti. Sebbene non ci sia conflitto, anzi ci dovrebbe essere alleanza, gratitudine. Perché una bicicletta occupa un sesto dello spazio di una macchina, perché più bici vuol dire strade più libere, meno file ai semafori, meno incazzature.

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nella categoria Cronaca
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