All'inizio della settimana Trump firma il nuovo divieto di ingresso in USA. Queste le novità

All'inizio della settimana Trump firma il nuovo divieto di ingresso in USA. Queste le novità

Lunedì la firma di Trump sul nuovo decreto per il divieto di ingresso negli Stati Uniti. Nel nuovo documento ci sono, rispetto al precedente, alcune novità.

Prima di tutto si vuole sottolineare da parte dell'amministrazioen USA che le finalità dell'iniziativa sono legate unicamente alla sicurezza interna e volte a salvaguardare il paese da attentati.

Il divieto di ingresso per 90 giorni rimane per i cittadini con le seguenti nazionalità: Iran, Libia, Siria, Somalia, Sudan e Yemen. Dall'elenco è stato cancellato l'Iraq. Il motivo ufficiale è dovuto ad un innalzamento delle procedure di controllo del governo iracheno con una maggiore attenzione nell'esame dei visti e la condivisione delle informazioni in proprio possesso. Oltre a questo, è probabile anche che l'amministrtazione Trump sia stata informata del coinvolgimento e dell'aiuto da parte degli iracheni nella lotta allo Stato Islamico.

Inoltre, il divieto non riguarderà coloro che a vario titolo sono già residenti negli Stati Uniti, perché - ad esempio - in possesso di una "green card". A loro sarà concesso di viaggiare liberamente.

Inoltre, per evitare alcuni dei ricorsi che hanno indotto dei giudici federali ha sospendere il precedente divieto, Trump ha inserito nel nuovo documento la possibilità di valutare la concessione di visti caso per caso, in considerazione di viaggi d'affari,  viaggi relativi a cure mediche, ricongiunzioni familiari...

Come per il precedente divieto, anche in questo caso la sua durata sarà relativa ad un periodo di 90 giorni. Rimangono poi i 120 giorni per i rifugiati. Ma anche in questo caso c'è una novità. Per i cittadini Siriani è stato tolto l'ordine definitivo di ingresso negli USA.

Il precedente decreto, oltre ad essere stato contestato dagli oppositori di Trump aveva, dal punto di vista del diritto costituzionale, delle lacune che avevano indotto alcuni giudici federali a sospenderlo.

Adesso non resta che attendere come reagiranno gli oppositori di Trump a questa nuova iniziativa e se, dal punto di vista legale, ci potranno ancora essere degli appigli per una sua nuova sospensione.

Piero Rizzo
nella categoria Esteri
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