I Tre Buffi Praticò, Bordogna e Colajanni chiuderanno la 14.esima edizione del Giovanni Paisiello Festival

I Tre Buffi Praticò, Bordogna e Colajanni chiuderanno la 14.esima edizione del Giovanni Paisiello Festival
Facebook Twitter GooglePlus Pinterest Linkedin Tumblr

Dal 2 settembre al 20 ottobre, si svolge a Taranto il Giovanni Paisiello Festival, organizzato dagli Amici della Musica Arcangelo Speranza. L'edizione del 2016, la quattordicesima da quando il festival è iniziato, vedrà esibirsi, come evento di chiusura, tre grandi baritoni nel concerto I Tre Buffi.

Saranno i bassi baritoni Bruno Praticò, Paolo Bordogna ed il baritono Domenico Colaianni a cantare, giovedì prossimo, sul palco del Teatro Orfeo in alcuni dei brani più celebri del repertorio dell'opera buffa.

Accompagnati al pianoforte dal maestro Vincenzo Rana, Praticò, Bordogna e Colaianni si esibiranno anche in "a solo", duetti e terzetti di arie che spaziano in un repertorio che va da Paisiello a Rota.

Di Rossini saranno eseguite "La calunnia e "Ma dov’eri tu, stordito" dal Barbiere di Siviglia, mentre dalla Cenerentola "Sia qualunque delle figlie" e "Un segreto d’importanza. Dal Socrate immaginario di Paisiello, "Luci vaghe, care stelle" e "T’aggio ditto statte bona". E non mancheranno neppure altri due classici di Donizzetti, cavalli di battglia di qualsiasi "buffo" che si rispetti: "Udite o rustici" da L’elisir d’amore e "Cheti, cheti immantinente" dal «Don Pasquale. Ed altre arie ancora allieteranno la serata, che si preannuncia irrinunciabile per gli appassionati d'opera in generale e per quelli del repertorio buffo in particolare.

Domenico Colaianni è un baritono che ha avuto come trampolino di lancio per la sua carriera il Festival di Martina Franca. Da lì è approdato nei maggiori teatri italiani ed esteri. Non hanno invece bisogno di presentazione Paolo Bordogna e Bruno Praticò, ormai affermatissimi buffi di fama internazionale che hanno cantato in tutti i più grandi teatri in giro per il mondo. Una particolare citazione per Bruno Praticò che impersona in tutto e per tutto il classico buffo a cavallo tra settecento e ottocento non solo per la voce, ma anche grazie alla sua figura corpulenta e alla sua capacità interpretativa. Nel ruolo di Don Magnifico è, forse, il migliore interprete tra quelli attualmente in attività.

romoletto
nella categoria Cultura e Spettacolo
Attendere...