Esprinet: analisi tecnica.

Esprinet: analisi tecnica.

Dopo i rialzi nel mese di luglio ed agosto (da 4.66 del 6 luglio a 6.11 euro del 26 agosto) il titolo ha ripreso ha scendere con forza arrivando a toccare quota 4.78 euro, azzerando così quasi del tutto i guadagni estivi. Non è detto comunque che il raggiungimento di tale obiettivo sia sufficiente a placare le spinte ribassiste, i corsi potrebbero infatti proseguire anche fino in area 4.55 euro prima di dare origine ad un rimbalzo tecnico o ad una reazione credibile. Sul fronte resistenze invece, il primo livello da monitorare è posizionato a 5.65 euro; oltre tale ostacolo probabile un ritorno dei corsi in area 6 euro (1° target; 2° target 6.20 euro). Il titolo in 6 mesi ha ceduto il 40%, il 34% in 1 anno, +21% in 3 anni e +58% in 5 (dal 2001 ad oggi +258%).

Indicatori tecnici:

RSI(14) Vendere STOCH (9,6) Vendere STOCHRSI (14) Ipervenduto MACD(12,26) Vendere ATR(14) Più volatilità CCI(14) Vendere ADX(14) Vendere ROC Vendere UO Vendere

Medie mobili esponenziali:

il prezzo è collocato al di sotto di Ema20, quest’ultima è inferiore a Ema50; entrambe sono inferiori alla media mobile di periodo 200 (SMA). Secondo questa teoria è in atto l’orientamento più ribassista possibile.

 Rating e target price:

Nome Data Rating Target Price Banca IMI 15/09/2016 Hold, confermato N.D. Banca IMI 04/07/2016 Hold 8.70 euro Banca IMI 16/05/2016 Hold 8.70 Banca IMI 11/05/2016 Hold 8.70 Banca IMI 06/05/2016 Hold 8.70

Evoluzione prevedibile, rischi ed incertezze per il secondo semestre

Il settore della distribuzione, misurato dalla società di ricerca inglese Context (luglio 2016) attraverso un panel di distributori ampiamente rappresentativo dell’andamento generale, ha sviluppato nel primo semestre dell’anno in corso ricavi per circa € 29,31 miliardi, in leggera crescita (+0,7%) rispetto a € 29,11 miliardi del primo semestre 2015. In particolare, mentre nel primo trimestre il confronto anno su anno è negativo (-0,9%), nel secondo passa in positivo (+2,3%) principalmente per i risultati raggiunti in Inghilterra. Il maggiore contributo positivo al risultato è infatti attribuibile al Regno Unito (il primo mercato per dimensione in Europa), in crescita di circa il 7% a € 6,35 miliardi, mentre la distribuzione tedesca (secondo per dimensione) è stabile a € 6,13 miliardi. La Francia segna un risultato negativo (-4% anno su anno), anche Italia, Polonia e Penisola Scandinava chiudono in diminuzione rispetto ai primi sei mesi del 2015. Nel primo semestre del 2016 il mercato distributivo italiano (fonte: Context, luglio 2016) è diminuito del -0,5% rispetto allo stesso periodo del 2015. Analizzando l’andamento per trimestre, si nota un peggioramento tra il primo e il secondo trimestre, passando dal -0,1% del primo al -1% del secondo, entrambi confrontati rispetto agli stessi periodi dell’anno precedente. A pesare sull’andamento del settore è certamente il comparto TLC (seconda categoria per peso sul fatturato dei distributori), che decresce del -18% (€ -94 milioni) rispetto al primo semestre 2015. I notebook, la categoria con il maggiore peso nel fatturato dei distributori (21%, in crescita rispetto al 20% del primo semestre 2015) crescono del +4% (€ +24 milioni), soprattutto grazie al risultato raggiunto nel singolo mese di giugno (+11 milioni), mentre i desktop sono stabili così come il segmento software. In negativo le stampanti (-2%) e la componentistica (-7%). Durante i primi sei mesi del 2016 il mercato distributivo spagnolo (fonte: Context, luglio 2016) è cresciuto del +4% rispetto allo stesso periodo del 2015. Analizzando l’andamento per trimestre, si nota un miglioramento tra il primo e il secondo, passando dal +1,9% del primo al +6% del secondo, entrambi confrontati rispetto agli stessi periodi dell’anno precedente. Anche in Spagna è negativo il comparto TLC (passato dalla terza alla quarta posizione per peso sul fatturato dei distributori), che decresce del -9% (€ -13 milioni) rispetto al primo semestre 2015. I notebook, la categoria con il maggiore peso nel fatturato dei distributori, crescono del +2% (€ +10 milioni), al secondo posto il software in crescita del +14% (€ +29 milioni), seguiti dai consumabili (+4%). Storage e desktop sono in negativo rispettivamente del -5% e -2%. Tra le categorie meno importanti per fatturato, risultano in crescita robusta sia wireless networking che sistemi audio video. Anche nel secondo semestre Esprinet Iberica ha aumentato la sua quota di mercato, guadagnando circa +3 punti nel primo trimestre e +0,5 punti nel secondo. Considerando il perfezionamento dell’acquisizione del distributore Vinzeo Technologies, il Gruppo Esprinet risulta essere il primo distributore di tecnologia anche nel mercato spagnolo. Nel secondo trimestre del 2016, al netto delle acquisizioni perfezionate dal Gruppo Esprinet nel periodo aprile-giugno (EDSLan in Italia e Vinzeo in Spagna), i ricavi hanno subito un’ulteriore riduzione rispetto al secondo trimestre del 2015. Tale rallentamento si è concentrato in Italia ed in particolare sul segmento della telefonia, che nel corso del 2015 aveva al contrario registrato volumi record. Per la seconda parte dell’anno, in assenza di ulteriori peggioramenti del quadro economico e di eventi al momento non prevedibili, il management si attende un miglioramento della dinamica del fatturato fino al raggiungimento di volumi di ricavi organici per l’intero 2016 sostanzialmente in linea con quelli dell’esercizio precedente. Considerando l’effetto di consolidamento delle acquisizioni il management prevede inoltre un volume totale di ricavi di oltre 3 miliardi di euro. Per quanto riguarda la redditività, prosegue la forte pressione sui margini percentuali di prodotto dovuta, principalmente in Italia, sia al processo di “de-stocking” in corso, particolarmente nel segmento della telefonia più che in quello dei notebook, sia alla intensa “price-competition” di alcuni operatori che sembrano privilegiare la difesa delle quote di mercato nel breve periodo che il raggiungimento di livelli di redditività soddisfacenti. Un effetto più specifico di riduzione del margine è misurato sul segmento dei consumabili (toner e inchiostro) che in particolare in Italia si confronta con dei livelli particolarmente elevati nel 2015 in conseguenza del forte apprezzamento del dollaro nella prima parte di tale anno. La dinamica al rialzo dei costi è impattata principalmente dai costi “one-off” legati alle acquisizioni e dagli investimenti in capacità produttiva finalizzati ai piani di crescita futuri, i quali saranno descritti nel piano industriale che il Gruppo presenterà alla comunità finanziaria nelle prossime settimane.

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borsamania
nella categoria Economia
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