Functional Training: caratteristiche e movimenti base

Functional Training: caratteristiche e movimenti base

Negli ultimi anni in tutte le palestre si è assistito ad una vera e propria esplosione di corsi che sempre più puntano al “raw training” cioè un allenamento “nudo e crudo”, praticato per lo più a corpo libero o con l’utilizzo di piccoli attrezzi come kettlebell, bilancieri, manubri, clumbells, sand ball e simili più tutti quegli attrezzi collegati all’allenamento in sospensione.
Dopo questo abbiamo potuto vedere la nascita di vere e proprie palestre che promuovono esclusivamente questo tipo di lavori. Quando costose sale pesi colme di macchinari super sofisticati sentono maggiormente la crisi spuntano come funghi delle palestre di corpo libero, calisthenics , cross training e funzionale.

Oltre al costo sicuramente inferiore il functional training sta prendendo piede con forza in tutta Europa, perché?

Perché questi allenamenti funzionano, trovano fondamento su studi scientifici e, se svolti con dovuta accuratezza, riescono a far raggiungere gli obiettivi preposti dai praticanti.
Nonostante l’attuale grande ascesa le basi su cui sono nati questi metodi di allenamento risalgono agli anni ’80 e ’90, già all’epoca si era visto che si potevano ottenere risultati di performance senza l’utilizzo di cavi e carrucole.

Allora come mai soltanto adesso troviamo nelle palestre allenamenti e corsi di funzionale?
Il vile dollaro sfortunatamente ha avuto la meglio ed attraverso il marketing abbiamo avuto una visione distorta di quel che è il fitness e del concetto stesso di allenamento per obiettivo.

L’ambito del funzionale si avvicina molto alla preparazione atletica, se prima si credeva che per far migliorare un calciatore bastasse farlo correre attorno al campo adesso vediamo sempre più giocatori con fisici che un tempo avevano solo i frequentatori delle sale pesi: spalle larghe, massa grassa al minimo, muscolatura ipertrofica, tutti risultati non ottenibili con delle corse su pista!
Ad oggi i calciatori fanno degli allenamenti che portano loro dei benefici sul campo, non si tratta più di correre o di sollevare un peso, si tratta di produrre attraverso il lavoro degli stress e degli stimoli che possano far migliorare l’atleta durante la pratica del suo sport di provenienza.

Il functional training vede molte delle sue basi sull’adattamento di pratiche ed esercizi riabilitativi post operatori / post infortuni. Si è potuto notare come con la fisioterapia si riesca a portare un arto debole prima alla pari con quello sano e successivamente addirittura a performarlo e renderlo superiore all’altro.
Da questa osservazione prende spunto l’allenamento funzionale per poi sfociare nell’ambito del fitness e della preparazione atletica.

Quali sono questi movimenti, come riconoscerli ?
I più ampi possibili, movimenti multiplanari, asimmetrici ed integrati che vanno a collimare il più possibile con la vita quotidiana e, nel caso della preparazione atletica,con l’attività sportiva.
Risulta molto importante che il movimento svolto in allenamento risulti il più simile possibile a quello svolto dal praticante nel suo sport specifico o nella sua vita quotidiana. Questo gesto non dev’essere similare solo nel movimento, ma anche nell’intensità, nel timing, e nel T.U.T. ( time under tension).

In un ambito separato dalla preparazione atletica i concetti del funzionale si sposano con il miglioramento dello stile di vita dei praticanti. In questo caso i movimenti da prendere in considerazione sono quelli che più si eseguono nella vita di tutti i giorni:salire le scale, sollevare un oggetto pesante, correre, spingere e tirare.
Movimenti quindi “di base” che il cervello impara a conoscere e replicare sin dall’infanzia: rotolare, alzarsi in piedi, prendere un oggetto da terra ( avete mai visto un bambino sollevare qualcosa da terra ? La prossima volta fateci caso, il suo squat in accosciata vi lascerà senza parole), tirare, spingere, saltare e lanciare.
Una volta considerato questo ed analizzato il praticante con cui dovrete lavorare sarà relativamente semplice creare un insieme di esercizi che rispecchino queste teorie.

Di tutto questo si è parlato al Corso per Istruttore di Functional Training: diventare Istruttore di Functional Training significa apprendere la teoria dei metodi e le tipologie di allenamento, senza tralasciare ovviamente gli esercizi e la pratica.

Il corso, iniziato Sabato 11 Marzo, si è concluso ieri, domenica 19 Marzo, con l’esame finale: i corsisti hanno potuto subito mettere in pratica le nozioni apprese in aula dando anche largo spazio alle esercitazioni pratiche, al termine la Consegna dei Diplomi!

 

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cfs2016
nella categoria Sport
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