Si è dimesso il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer

Si è dimesso il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer

L'ormai mitico portavoce della Casa Bianca Sean Spicer si è dimesso venerdì dal suo mandato, dopo che il presidente Donald Trump ha nominato a capo della propria comunicazione Anthony Scaramucci.

Spicer, spesso costretto a rimediare alla meno peggio alle improvvise uscite di Trump che riuscivano a sorprendere persino gran parte dei più stretti collaboratori del presidente, era per questo diventato uno dei personaggi più gettonati nelle parodie del Saturday Night Live Show fin dai primi tempi del proprio incarico, che risaliva a dicembre 2016.

E, ovviamente, non sempre le sue dichiarazioni hanno potuto essere considerate lineari e logiche. Ma non c'è da colpevolizzarlo per questo, considerando l'ingrato compito di dover far apparire logico e lineare ciò che Trump diceva.

Il perché della sua sostituzione? Probabilmente è la conseguenza delle strategie e dei conflitti che le diverse squadre legali, ognuna a supporto di vari attori coinvolti, stanno mettendo in atto alla Casa Bianca in seguito all'inchiesta sul Russiagate.

Nonostante da parte di Trump e dei suoi si cerchi di minimizzare l'inchiesta sulla possibile ingerenza della Russia di Putin per favorirne l'elezione alle presidenziali del 2016 aumentano però le prove di un possibile coinvolgimento dei servizi segreti russi in quella vicenda.

L'ultima indiscrezione pubblicata in esclusiva da Reuters, ci porta a conoscenza che l'avvocato Natalia Veselnitskaya che prima delle elezioni del 2016 ebbe un colloquio con Donald Trump Jr, il maggiore dei figli del tycoon newyorchese, ha avuto come cliente tra il 2005 e il 2013 l'FSB - quello che una volta era conosciuto come KGB - in una causa civile per l'attribuzione della proprietà di un edificio nella zona nord occidentale di Mosca.

Naturalmente, questa non può certo essere definita la prova delle prove o la cosiddetta pistola fumante che dimostri che Trump fosse a conoscenza dell'attività dei russi per manipolare il risultato delle presidenziali Usa, ma è comunque un'ulteriore tassello che va a minare la credibilità dell'attuale presidente e del suo staff.

Federico Mattei
nella categoria Esteri
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