Popolare di Vicenza e Veneto Banca, sempre più stretti i margini per il salvataggio

Popolare di Vicenza e Veneto Banca, sempre più stretti i margini per il salvataggio

Si riducono i tempi per evitare il fallimento delle due banche venete Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

La Direzione Generale per la Concorrenza della Commissione Europea, riguardo l'autorizzazione della ricapitalizzazione precauzionale, chiede che le due banche reperiscano dei capitali privati per un importo intorno al miliardo di euro prima che lo Stato intervenga con i fondi pubblici. Lo stallo, attualmente, è dovuto al dove trovare i soldi dai privati.

In due comunicati quasi speculari, rilasciati lo scorso 26 maggio, Popolare di Vicenza e Veneto Banca informavano di aver chiesto la disponiblità a Quaestio SGR, gestore del fondo Atlante, di partecipare all’operazione di ricapitalizzazione.

Per il momento, Quaestio SGR non ha ancora comunicato la propria decisione, anche se è da tener conto quanto dichiarato oggi dall'amministratore delegato di Banca Intesa, uno dei maggiori sottoscrittori di Atlante, che ha dichiarato che «i privati hanno perso molti soldi in Atlante. C'è un intervento pubblico già approvato e definito. Credo che sia il caso che quello venga realizzato e attivato il prima possibile.»

Il Fondo Atlante, va ricordato, era stato creato principalmente, se non esclusivamente, con lo scopo di acquisire gli NPL (non performing loans) e liberare le banche dal peso di crediti difficilmente esigibili.

Il ministro dell'economia Padoan, nel frattempo, continua a dire - ogni qualvolta venga interrogato sull'argomento - che per le banche venete la procedura di bail-in non è in discussione, neppure come ipotesi. Nonostante le sue dichiarazioni rassicuranti, ad oggi però, i soldi per Popolare di Vicenza e Veneto Banca non sono ancora sul tavolo.

Aggiornamento.

Alessandro Penati, numero uno di Quaestio, ha poi risposto alla richiesta di ricapitalizzazione delle due banche venete inviando una lettera ai vertici di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. Nella missiva Penati scrive che "non si riscontrano allo stato le condizioni per qualsiasi ulteriore investimento nelle vostre banche da parte dei fondi da noi gestiti".

Atlante 1, la società che per regolamento avrebbe potuto intervenire a favore delle due banche non ha capitali per farlo, avendo "disponibilità residue per meno di 50 milioni di euro" - ha aggiunto lo stesso Penati - ricordando che Atlante 2, che ancora qualche risorsa la possiede, deve comunque far fronte, sempre in base ai criteri costitutivi, alla richieste delle banche che si vogliono liberare dei crediti deteriorati.

Quindi, Popolare di Vicenza e Veneto Banca, oltre al ministero dell'Economia, devono sperare in altri investitori.

Mario Falorni
nella categoria Economia
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