Un Renzi contro tutti chiude la settima edizione della Leopolda

Un Renzi contro tutti chiude la settima edizione della Leopolda

Renzi chiude la settima edizione della sua festa personale, la Leopolda, utilizzando l'invettiva per mascherare la delusione sullo scarso consenso alla sua riforma costituzionale. 

Se la prende con Di Maio, se la prende con Schifani facendo credere che stia parlando di Bersani per dire che Bersani fa schifo senza averlo detto, se la prende con Salvini, se la prende con Calderoli... insomma sono tutti brutti, assurdi, illogici, contraddittori e bugiardi quelli che invitano a votare No al referendum costituzionale. 

A loro, ha detto Renzi, non interessa l'articolo 70 della Costituzione, loro promuovono il No per rimettersi in gioco (sic!). 

Chi promuove il Sì, ha detto Renzi, ha idee, progetti, un disegno per il futuro... invece quelli che dicono di votare No non hanno un'idea di progetto in comune. 

A questo punto, è inutile proseguire perché è necessario, prima di tutto, far presente la confusione che regna nella testa di Renzi. Pur essendo la sua scatola cranica di notevole dimensione, è evidente che il cervello non vi occupa molto spazio, altrimenti si sarebbe reso conto che il referendum costituzionale non ha nulla a che vedere con alleanze di governo, programmi elettorali, rapporti con l'Europa... si tratta semplicemente di dare un giudizio, positivo o negativo, su un testo in base al quale Camera e Senato dovranno poi legiferare. 

È così difficile da capire? Per Renzi parrebbe di sì. Ma forse, a parziale giustificazione di tali argomentazioni, non vi è solo l'ignoranza, ma anche la necessità di promuovere se stesso in contrapposizione a chi con lui non è d'accordo, per utilizzare la contrapposizione al posto dei contenuti nella campagna a favore del Sì. 

Infatti, i sondaggi hanno ormai reso evidente che chiunque abbia un grano di sale in testa ed abbia letto il nuovo testo costituzionale della Boschi non possa pensare che vada a sostituire l'attuale Costituzione. Quindi, per Renzi, l'unica possibilità di promuovere il Sì è la via dello scontro, del noi contro loro, dei buoni contro i cattivi, degli intelligenti contro gli stupidi e chi più ne ha più ne metta... 

Risparmiamoci di ripetere per l'ennesima volta l'ennesimo elenco degli ennesimi benefici con cui in questi due anni e mezzo di Governo abbiamo avuto la "fortuna" di essere gratificati grazie alla magnanimità di Renzi. Tanto per sottolinearne la qualità, è da citare il provvedimento degli 80 euro come "prima manovra di ridistribuzione del reddito e di sinistra mai fatta!

È evidente che, ad una persona del genere è difficile imputare qualcosa, visto che ormai non si può più parlare di falsità, ma addirittura di stupidità. 

Infatti, solo uno stupido non può capire che di ridistribuzione del reddito si può parlare solo partendo da 0 (zero) euro a salire e non se guadagni almeno 600 euro, chiedendo poi la restituzione degli 80 euro a chi quella soglia minima non è riuscito a mantenerla!

Ormai non si possono giustificare certe affermazioni solo con la menzogna, la convenienza politica ed altre necessità legate alle poltrone di segretario del partito e presidente del Consiglio. Certe affermazioni, che sono dei veri e propri insulti a chiunque sia dotato di un minimo d'intelligenza, possono essere spiegati solo con l'esser stupidi.

Ed usando pertanto la stessa dialettica renziana, non possiamo non domandarci come sia possibile votare una riforma costituzionale così tenacemente voluta e promossa da uno che intelligente non è!

Monica Maggiolini
nella categoria Politica
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