Accordo Pubblico Impiego al peggio non c'è mai fine

Accordo Pubblico Impiego al peggio non c'è mai fine

Lo scorso 30 novembre CGIL CISL e UIL hanno siglato con il governo un "accordo quadro" sui contratti del pubblico impiego. Si tratta di "linee guida" che andranno poi tradotte nei contratti veri e propri.

Dal comunicato stampa di Cgil, Cisl e Uil,  si capisce bene la presa in giro ai danni dei 3 milioni di dipendenti pubblici

Dichiarano di avere condiviso le linee guida della linea governativa, quindi dobbiamo dedurre che abbiano condiviso anche i decreti Madia.

Si canta vittoria asserendo di avere corretto le norme introdotte dalla legge Brunetta e di avere restituito titolarità alla contrattazione quando invece diminuiscono le materie oggetto di contrattazione e il secondo livello diventa l'ambito dove dividere i lavoratori.

Non si rimuove il blocco del turn over, non si aumentano i salari consentendo un effettivo recupero di potere di acquisto, ci si accontenta di vaghe promesse sul precariato (rimuovendo il turn over sarebbe più facile favorire nuova occupazione ma il Governo si guarda bene dal farlo).

Il sindacato rinvia ogni decisione al Governo con la prossima legge quadro, altro che trionfo della contrattazione, siamo in presenza della rinuncia a contrattare sulle materie dirimenti per la Pa.

Il Governo e i sindacati si uniscono nel promuovere il welfare contrattuale, sanità e previdenza integrativa per coprire i tagli alle pensioni, al welfare e alla sanità universalistiche, peccato che saremo noi a pagare questo welfare, lo pagheremo ben due volte con lo smantellamento dello stato sociale e rinunciando a una parte importante del nostro salario.

Cgil Cisl Uil se la cavano con aumento contrattuale di 85 euro medie mensili per il triennio 2016-2018, in 10 anni avremo in sostanza 40 euro di aumenti. è questa la vittoria sindacale? Altro che vittoria è una disfatta.

Per salvare il Governo e dare corda ai fautori del si (grazie alla Cgil che a parole sostiene il no) si salvano (teoricamente) gli 80 euro di bonus, una regalia del Governo che potrà essere cancellata in nome della finanza pubblica. Sarebbe stato un successo ottenere 100 euro netti in busta paga e non affidarsi alle miserie e regalie del Governo.

Come avevamo scritto e detto in questi mesi, esisteva già da tempo una bozza di accordo che neppure i delegati rsu di Cgil Cisl Uil hanno visto e discusso.

È questa la democrazia sindacale, di un sindacato che ormai è diventato la stampella di un Governo che attacca i lavoratori destinando loro non aumenti ma bonus.

piinmovimento
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