Papa Francesco riceve a San Pietro i gruppi di preghiera di Padre Pio

Papa Francesco riceve a San Pietro i gruppi di preghiera di Padre Pio

«Possiamo proprio dire che Padre Pio è stato un servitore della misericordia. Lo è stato a tempo pieno, praticando, talvolta fino allo sfinimento, l’apostolato dell’ascolto. E’ diventato, attraverso il ministero della Confessione, una carezza vivente del Padre, che guarisce le ferite del peccato e rinfranca il cuore con la pace. San Pio non si è mai stancato di accogliere le persone e di ascoltarle, di spendere tempo e forze per diffondere il profumo del perdono del Signore. Poteva farlo perché era sempre attaccato alla fonte: si dissetava continuamente da Gesù Crocifisso, e così diventava un canale di misericordia. Ha portato nel cuore tante persone e tante sofferenze, unendo tutto all’amore di Cristo che si è donato fino alla fine (Gv 13,1). Ha vissuto il grande mistero del dolore offerto per amore. In questo modo la sua piccola goccia è diventata un grande fiume di misericordia, che ha irrigato tanti cuori deserti e ha creato oasi di vita in molte parti del mondo».

Queste le parole che Papa Francesco con cui ha iniziato il proprio discorso, rivolto ai gruppi di preghiera di Padre Pio ricevuti in udienza in una piazza San Pietro gremitissima.


Ricordando le parole di San Pio che descriveva i gruppi di preghiera come «vivai di fede, focolai d’amore», Papa Francesco ha descritto la preghiera come «una vera e propria missione, che porta il fuoco dell’amore all’intera umanità ... una forza che muove il mondo», citando di nuovo il santo di Pietrelcina.

Inoltre, il Papa ha anche voluto ricordare la testimonianza concreta dell'opera di Padre Pio con la fondazione della Casa Sollievo della Sofferenza, l'ospedale che ha affiancato l'opera di «misericordia corporale» a quella di «misericordia spirituale. ... Sono due cose diverse, e tutt’e due importanti: curare la malattia, ma prendersi cura del malato».

A tal proposito, Papa Francesco ha ricordato la morte di un amico prete: «Era un apostolo, un uomo di Dio. Ma era in coma da tempo, da tempo… I medici dicevano: “Non si sa come ancora riesca a respirare”. Entrò un altro amico prete, si avvicinò a lui e gli parlò. Lui sentiva. “Lasciati portare dal Signore. Lasciati andare avanti. Abbi fiducia, affidati al Signore”. E con queste parole, lui si lasciò andare in pace. Tanta gente ha bisogno, tanti malati, che si dicano loro parole, che si diano carezze, che diano loro forza per portare avanti la malattia o andare incontro al Signore. Hanno bisogno che li si aiuti a fidarsi del Signore».

Fiorenza Gentileschi
nella categoria Cronaca
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