Servizi pubblici, profitti privati

Servizi pubblici, profitti privati

L'esempio è quello di Bayonne, una città del New Jersy non distante da New York. Il suo acquedotto comunale ha bisogno di essere riammodernato. L'amministrazione del Comune fa un accordo con un società d'investimento di Wall Street e, quattro anni dopo, l'acquedotto è un gioiello.
Ma c'è un problema. Adesso, gli abitanti del Comune devono fare i conti con bollette che incidono pesantemente sul badget delle famiglie.
Così, da un'inchiesta pubblicata sul New York Times, sembra che anche negli Stati Uniti comincino a porsi delle domande sui servizi essenziali e sull'utilità che la loro gestione venga affidata ad imprese private o, più correttamente, private equity.

La base della riflessione è molto semplice. L'acqua che viene erogata da un rubinetto in una città degli USA oggi ha lo stesso identico sapore che aveva in passato, ma vi è anche una concreta possibilità che il suo costo sia salito, e di molto!

Negli USA, e non solo, le società di private equity si guardano in giro ed acquistano aziende che sono considerate poco efficienti. Queste vengono ristrutturate e riorganizzate in modo da aumentare fino al massimo possibile i ritorni economici e poi... vengono rivendute.


E che c'è da meravigliarsi? Questo è il capitalismo ed ha sempre funzionato così e la Terra oggi continua a girare come accadeva ieri. È vero, ma c'è anche da considerare un'evoluzione non di poco conto da parte di questi investitori che hanno allargato i loro orizzonti e adesso hanno iniziato ad "occuparsi" anche di settori che prima erano esclusivamente pubblici.

E questo non riguarda solo gli acquedotti, ma anche i ponti, le strade, i trasporti locali, i parcheggi... fino anche ai servizi di pronto intervento come la richiesta per un ambulanza o quella per i vigili del fuoco!

In Italia non siamo ancora arrivati fino a tanto, ma non siamo neppure lontani dal cercare di farlo. Il referendum sull'acqua ha sancito il principio che l'acqua è un bene pubblico e non può essere privatizzata. Ma nonostante questo, le amministrazioni locali sembra che non abbiano recepito la raccomandazione.

La sanità in Italia è ufficialmente pubblica, ma in realtà il servizio pubblico viene appaltato a società private che erogano prestazioni il cui costo è nella media degli altri paesi europei, ma non è assurdo pensare che il numero di tali prestazioni sia superiore alla media europea e non sempre indispensabile. C'è qualcuno che non riesce a capirne il motivo?

Difficilmente in Italia potremo avere in futuro dei servizi pubblici privatizzati pagati direttamente dal singolo in funzione di una prestazione, ma non è però da escludere a priori che tali servizi possano finire per essere appaltati ad aziende private e pagati poi tramite le tasse. E non è neppure scontato che funzionino meglio. 

Mario Falorni
nella categoria Economia
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