Approvata al Senato in prima lettura la conversione in legge del decreto Lorenzin sulla vaccinazione obbligatoria

Approvata al Senato in prima lettura la conversione in legge del decreto Lorenzin sulla vaccinazione obbligatoria

L'articolo 1, paragrafo 4 del testo relativo alla "Conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale" recita che "i nati dal 2017, dal momento che il 19 gennaio 2017 è stato approvato, con Intesa in Conferenza Stato-Regioni il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019 (G.U. Serie Generale n. 41 del 18 febbraio 2017), dovranno rispettare il Calendario vaccinale in esso incluso; quindi, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, ai fini del presente decreto-legge, bisognerà effettuare l'anti-morbillo, l'anti-parotite, l'anti-rosolia, l'anti-pertosse, l'anti-Haemophilus influenzae tipo b, l'anti-meningococcica C, l'anti-meningococcica B e l'anti-varicella (in pratica, si ricade nel caso del numero 3, con l'ulteriore aggiunta dell'anti-meningococcica B e dell'anti-varicella, definendo così il quadro di 12 vaccinazioni, destinato a valere per i soggetti nati a partire dal 2017)."

Esiste una documentazione scientifica che permetta al ministro della Salute di assicurare ai genitori che dare 12 vaccini ad un neonato non comporti alcun rischio alla sua salute? No, perché in nessun paese al mondo esiste, per legge, una simile direttiva. Pertanto, non è possibile neppure avere una casistica che escluda eventuali possibili problemi finora sconosciuti o non considerati.

Ma questo non è stato sufficiente a scalfire le certezze granitiche della ministra della Salute Beatrice Lorenzin che, masticando saliva e parole a casaccio, ha convinto governo e Senato (in prima lettura) ad approvare il suo decreto legge sulle vaccinazioni. Giovedì 20 luglio dopo esser stato apporvato al Senato, il provvedimento passerà all'approvazione della Camera.

Le molte perplessità che lo contraddistinguono, oltre a quella citata in precedenza, oggetto di contestazione da parte di molti cittadini consapevoli e di molte associazioni, sono state riassunte nell'aula del Senato anche da molti dei parlamentari delle opposizioni.

Di seguito, come esplicativo e riassuntivo delle perplessità relative al decreto Lorenzin, questo è stato l'intervento della senatrice Taverna con cui ha introdotto il voto contrario del proprio gruppo, Movimento 5 Stelle, al decreto Lorenzin.

«Vede, Ministro, mentre lei andava in televisione, parlando di virus che infettano ed uccidono, sparando numeri a caso, attribuendo epidemie in luoghi sparsi del globo e mettendoci in guardia sul tetano, se cala l'immunità di gregge, tanti genitori, tanti italiani che spesso sono distratti, stanchi dei discorsi vuoti di questa politica, hanno drizzato le orecchie. Agli italiani puoi toccare tutto, ma continuano ad avere verso i propri figli quell'immenso senso di protezione che ha reso le madri italiane famose nel mondo, quelle che sanno se il figlio non si sente bene da come piega la testa o solo guardandolo negli occhi.

Quelle mamme oggi sono insegnanti, dottoresse, laureate e stimate professioniste, che probabilmente hanno avuto il loro bambino ormai quarantenni perché prima non potevano, visto che questo Stato non ha fatto nulla per poter far garantire loro un mondo degno ai propri figli. Queste mamme, Ministro, questi genitori, che si informano, che leggono, che si pongono delle domande, quelli che ho sentito definire vaccinoscettici (forse per un eccessivo senso di protezione nei confronti dei propri figli, quel senso di protezione che voi avete etichettato come ignoranza, credulità, dabbenaggine), quei genitori si sono fatti delle domande.

E lei, Ministro, a quelle domande ha risposto con la delicatezza di un panzer, annunciando urbi et orbi che, a causa di una epidemia di morbillo, sarebbero stati introdotti dodici vaccini obbligatori e che i bambini non vaccinati non sarebbero stati ammessi ai nidi e alle materne. Inizialmente, lei voleva togliere loro anche il diritto all'istruzione, ma poi la sua collega Fedeli, sedutale ora accanto, le ha fatto presente che stava leggermente esagerando!

Ed allora avete optato per la sanzione ai genitori. Ma non una sanzione da poco: 7.500 euro, e se non vaccini, ti levo pure il figlio. Ma siete impazziti? E cosa vi aspettavate che sarebbe accaduto?

Vi siete presentati con un decreto così folle e impresentabile che quest'Assemblea, signor Ministro, glielo ha smontato pezzo per pezzo, certificando - semmai ce ne fosse ancora bisogno - il suo totale fallimento politico come Ministro della salute.

Ce li ricordiamo bene i suoi atti da Ministro in questi cinque anni: ha dedicato la sua attività a nobili cause, come il taglio di 4 miliardi al Servizio sanitario nazionale, ha dimezzato le prestazioni in convenzione con il disegno di legge appropriatezza e anche in quel caso - è un po' un suo vizio - aveva cominciato minacciando multe ai medici che avessero prescritto analisi o esami diversi da quelli che lei aveva deciso che servissero; poi si è dedicata al Fertility day e quello dovevamo coglierlo come un segnale, perché per lei la donna è un'ovaia a forma di clessidra che va a tempo e l'uomo è uno spermatozoo sempre attivo fino agli ottant'anni.

Insomma, lei, Ministro, che in questi cinque anni avrebbe dovuto gestire quella che sta presentando oggi come un caposaldo della tutela della salute, ci viene a raccontare che nel Paese c'è un'epidemia di morbillo e non siamo riusciti neanche a capire se alla fine l'epidemia c'era davvero. Consideriamo che ci sia un'epidemia di morbillo. Cosa doveva fare un Ministro? Lei doveva fare un provvedimento, quello sì necessario e urgente, con cui avvisava la popolazione tutta che si richiedeva la vaccinazione per il morbillo al fine di tutelare la salute pubblica. Le dico di più: poteva dire che sarebbe stata somministrata prioritariamente a tutti i bambini, da zero a sei anni, per garantire loro di accedere ai nidi in totale sicurezza.

Poi avrebbe dovuto coprire tutte le coorti fino ai sedici anni e avrebbe dovuto chiedere che venissero vaccinati tutti coloro che appartengono al comparto della scuola e al comparto sanitario, cosa per la quale invece ci avete detto che non vi erano i soldi. Vaccinate i nostri figli perché potete ricattare i genitori e non vaccinate invece coloro dai quali vi aspettate un voto: siete sempre forti con i deboli, ma estremamente deboli con i forti.

Ecco, Ministro, un Paese si aspetta che un Governo serio faccia questo, quando c'è un'epidemia in atto che può provocare la morte. Ma voi non lo avete fatto. Se nel 2017 veramente accadesse una cosa del genere non potreste neanche operare, come le ho detto, perché siete in grado di imporre dieci vaccini, ma non siete in grado di garantirne uno solo.
In quest'Aula ci è stato risposto che le politiche industriali non favoriscono i vaccini monovalente, perché economicamente non convenienti. Per voi la questione della vaccinazione per i nostri figli si divide tra quello che vi conviene e quello che non vi conviene e non ciò che serve e ciò che non serve.

Ministro, le dico anche che forse la pericolosità di alcune patologie non è più percepita come tale, perché sono state debellate e anche grazie ai vaccini. Ma piuttosto che addossare la colpa ai genitori, che secondo questo Stato dovrebbero essere medici, giuristi e commercialisti, perché tanto dobbiamo fare tutto da soli, lei, Ministro, avrebbe dovuto operare affinché questa consapevolezza divenisse tale. E avrebbe dovuto farlo informando, aprendo un dialogo.

Ministro, tolga da questo decreto ogni coercizione e multa. L'attenzione sul problema del calo delle coperture vaccinali è stata, anche se in modo maldestro, attirata. Teniamo in piedi tutto quello che concerne l'Anagrafe vaccinale, la farmacovigilanza, ma anche la collaborazione con la scuola per raccogliere più velocemente i dati, considerando che solo oggi, nel 2017, si parla di un'Anagrafe nazionale, in maniera tale da garantire che, anche nelle classi dove vi siano soggetti fragili, vi sia la giusta garanzia di tutela.

Chiamiamo i genitori che per motivi a voi ignoti hanno ritardato o omesso una vaccinazione; parliamo con loro, capiamo le loro ragioni e offriamo ai nostri figli il rispetto che meritano. Scegliamo di accompagnare questi genitori verso la vaccinazione in modo che diventi una scelta consapevole, un atto volontario.

È la strada della raccomandazione quella adottata in tutti gli altri Paesi d'Europa. Guardi, Ministro, le mostro questo schema. Questo era il suo progetto: la prima colonna è l'Italia. Lei voleva imporre, a differenza di tutta Europa, dodici vaccini. Saremmo stati l'unico Paese al mondo. Questi sono Paesi europei, dove non è prevista l'obbligatorietà, ma è prevista la raccomandazione e le loro coperture vaccinali sono migliori delle nostre.

Vuole sapere perché gli altri Governi possono permettersi di non imporre le vaccinazioni, ma di raccomandarle e, in questo modo, raggiungere una percentuale di vaccinazioni tanto alta? Perché i loro cittadini si fidano delle istituzioni. In Italia non è così. I genitori sono ormai disorientati dalle loro domande senza risposte, da un obbligo, una multa o dalla possibile perdita dei figli; insomma, questi genitori, non avendo risposte hanno cominciato a cercarle sui giornali, hanno seguito i lavori d'Aula e lo sa che cosa hanno visto? Hanno visto una trattativa sul numero dei vaccini che erano importanti o no: da dodici a dieci e non si è mai capito il perché.

L'obbligo per il meningococco non esiste in nessun Paese europeo, ma forse erano queste le politiche industriali che interessavano al Governo italiano, non certo quelle della tutela della salute dei nostri figli. E comunque hanno visto la trattativa marchetta per le farmacie, nonché la marchetta per le scuole, insomma la trattativa sulla pelle dei loro figli.

Ministro, voci più autorevoli della mia hanno evidenziato in Commissione dubbi su tempi e modi di questo decreto. Hanno sollevato dubbi sulla reale necessità di alcune delle vaccinazioni che lei sta rendendo obbligatorie.

Lei si sta assumendo la responsabilità che è di ogni genitore, ossia quella di volere il meglio per il proprio figlio. Ministro, glielo dico sinceramente: non credo che lei abbia pienamente compreso la gravità della sua azione, ma ogni padre e ogni madre che vede qualcun altro scegliere per il proprio figlio sente un brivido lungo la schiena. Io amo mio figlio più di chiunque al mondo e questa è una realtà inconfutabile per ogni genitore. Ogni giorno "mettiamo sulla bilancia" ciò che riteniamo sia migliore per i nostri figli e ogni giorno facciamo una scelta. Io ho liberamente scelto, assumendomi ogni responsabilità, di vaccinare mio figlio, ho scelto pensando che il rischio che correva non poteva equipararsi al beneficio che avrebbe ricevuto, ma ho scelto io.»

Roberto Castrogiovanni
nella categoria Salute
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