Deriva autoritaria in caso di vittoria del SÌ? Ritorno al fascimo?

Deriva autoritaria in caso di vittoria del SÌ? Ritorno al fascimo?

Uno dei cavalli di battaglia che i simpatizzanti del NO cavalcano con sprezzo del pericolo è l'apprensione per la "deriva autoritaria", apprensione spinta cervelloticamente fino alla minaccia di un ritorno del fascismo, (non ridete guardatevi un po' in giro e di cretinate del genere ne troverete fin troppe)!

Vediamo cosa è successo fino ad ora:

Maggioranze risicate hanno costretto i governi agli INCIUCI, e a sottostare al ricatto di partitini o di semplici correnti, pur di poter assicurare una governabilità... a sovranità limitata.

Poi i "sostenitori" dei governi - forze politiche inconsitenti ma determinanti per l'aritmetica - al momento buono hanno presentato il conto, soprattutto in occasione delle leggi finanziarie.

Già un noto "fascista" come De Gasperi nel 1953 aveva prospettato un premio di maggioranza, ma lo sbarramento delle sinistre, definendo il provvedimento LEGGE TRUFFA lo bloccò, e buonanotte.

Si trattava allora di assegnare il 65% dei seggi al partito o alla coalizione, che avvesse superato il 50% dei voti!

Oggi, sperare di arrivare al 50% dei voti significa vivere nel mondo dei sogni, per cui è ovvio che il premio di maggioranza va assegnato con criteri diversi dando migliori opportunità al Parlamento e non certo al governo o al suo presidente.

Questa riforma non aumenta i poteri del presidente del Consiglio e rafforza il ricorso a leggi di iniziativa popolare.

Quando ha dichiarato incostituzionale il Porcellum, la Consulta ha detto espressamente che sono obiettivi di rilievo costituzionale anche la "stabilità del governo del Paese e l’efficienza dei processi parlamentari".

Ma i MOLTO furbi del NO da questo orecchio non ci voglio sentire e pur di acquistare visibilità strillano al pericolo della "dittatura"!

razional-mente
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