Piano Amianto: solo per vessare i Siciliani

Piano Amianto: solo per vessare i Siciliani

 

Non vi è dubbio che le matrici di amianto, qualora respirate direttamente ovvero “sniffate”, facciano male e siano effettivamente dannose per la salute. Così come non vi è dubbio che una lastra di amianto non friabile, in buone condizioni, non abbisogna di essere rimossa e portata in discarica. Questo a partire dalla Legge n. 257 del 27 marzo 1992. La predetta Legge prevede una serie di norme e anche sanzioni per chi non rimuove amianto friabile. Giammai per l'amianto in buone condizioni. Voglio commentare, invece, la vergognosa legge regionale n. 10 del 29 aprile 2014. Tra le tante stupidità al proprio interno (ormai non si fanno più leggi ma trattati di scienza e libri di cultura generale):

1)l'obbligo di eliminare l'amianto dal territorio regionale entro tre anni, a prescindere dal fatto che sia friabile pericoloso o meno.

2)le sanzioni per chi non dichiara la presenza di amianto nel proprio edificio entro certa data.

In merito al punto 1, neanche la legge nazionale e nessuna normativa Europea pare prevedere l'obbligo di rimozione dei materiali contenenti amianto a meno che si tratti di materiali friabili cioè pericolosi per la salute. Ovviamente da noi si doveva usare (ancora una volta ) la nostra autonomia regionale per infierire sui cittadini siciliani. Non si perde occasione!

In merito al punto 2, a livello nazionale sono le ASL (legge 257/92 art.

12) che devono accertare la presenza di amianto, invece da noi, il cittadino siciliano deve farsi scienziato e capire se un manufatto contenga o meno amianto, ma non solo, deve notificarlo al comune ed alla Regione, pena una multa di oltre cinquemila euro (LR 10/14 art 5 comma 6) Questa è la ciliegina sulla torta. Neanche a livello nazionale è stata prevista una sanzione simile per la mancata segnalazione di presenza di amianto. Tale sanzione è prevista SOLO per le aziende che trattano l'amianto e per chi non notifica il possesso di materiale friabile cioè SOLO quello che disperde fibre di amianto (art 15 comma 4 della Legge Nazionale 257/1992). Quindi in Sicilia un trattamento diverso dal resto d'Italia e i nostri politici, anche quelli dei movimenti, quelli della “ggente”, invece di pensare a fare Leggi per rendere la vita più facile si divertono a vessare i cittadini. Secondo loro questo è il modo più giusto di utilizzare la prerogativa dell'Autonomia Statutaria della Regione Siciliana.. Ora non vi è dubbio che la Legge deve essere rispettata, pertanto i cittadini Siciliani si muniscano del modulo di autonotifica per dichiarare il dovuto al Comune di appartenenza. Si preparino, psicologicamente, anche a rimuovere i manufatti contenenti amianto, attraverso ditte specializzate nel trattamento di rifiuti pericolosi, a proprie spese, perché i contributi per tutti sono assolutamente illusori e impossibili. Non possiamo sottacere che si è persa, ancora una volta, una grande occasione per normare con leggi sensate che vadano incontro all'interesse generale. Non sottaciamo neanche, che quando la Legge è insensata, pochi la rispetteranno e in questo caso ne piangiamo tutti le conseguenze, per i rischi connessi alla la salute pubblica.  

Claudio De Pasquale.

 

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