Dal 21 agosto, 13 film tra i più rappresentativi di Buñuel allo Spazio Oberdan di Milano

Dal 21 agosto, 13 film tra i più rappresentativi di Buñuel allo Spazio Oberdan di Milano

A partire dal 21 agosto fino al 24 settembre, la Fondazione Cineteca Italiano di Milano dedica un omaggio un omaggio a Luis Buñuel proiettando, presso lo Spazio Oberdan, tredici dei suoi film più riusciti.

In attività dagli anni venti fino al 1977, Buñuel, fin dagli esordi surrealisti in Francia, ha rivoluzionato il linguaggio filmico, imponendosi come formidabile inventore di immagini e fustigatore inesauribile delle ipocrisie umane, affrontate sempre con sguardo lucido, sfrontato, ironico e mai convenzionale.

Rivedere i suoi film significa immergersi nelle acque cristalline della massima libertà espressiva e attraversare l’intera cultura del ‘900, dalla letteratura alle arti figurative, percorrendo modernismo e avanguardie, psicoanalisi e surrealismo, pensiero critico e contestazioni.



Dal 21 agosto, 13 film tra i più rappresentativi di Buñuel allo Spazio Oberdan di Milano


IL CALENDARIO DELLE PROIEZIONI


Lunedì 21 agosto ore 17
El
R.: L. Buñuel. Sc..: L. Buñuel, Luis Alcoriza, dal romanzo omonimo di Mercedes Pinto. Int.: A. De Córdova, D. Garcés, A. Walker, C. M. Baena, L. Beristáin. Messico, 1952, 91’, v.o. sott. it.
Il protagonista, Francisco, è un uomo che riassume in sé tutti i peggiori vizi da sempre messi alla berlina da Buñuel: religiosità di facciata, profonda, seppur nascosta, misoginia, impotenza sessuale. E poi è geloso, al punto che immagina di cucire il sesso alla povera moglie.

Lunedì 21 agosto ore 21.15
Nazarin
R.: L. Buñuel. Sc.: L. Buñuel, Julio Alejandro, dal romanzo omonimo di Benito Pérez Galdós. Int.: Francisco Rabal, Marga López, Rita Macedo, Jesús Fernández, Ofelia Guilmain. Messico, 1958, 94’, v.o. sott. it.
Nel Messico dei primi del ‘900, il tormentato percorso di santità di un giovane prete, Nazarin, deciso a mantenere puri i suoi ideali cristiani nonostante l’ostracismo delle autorità civili e religiose, la violenza di ladri e malfattori, le tentazioni delle donne che incontra.
Premio speciale della giuria a Cannes 1959.

Martedì 22 agosto ore 19.30
Simon del deserto
R.: L. Buñuel. Sc.: L. Buñuel, Julio Alejandro. Int.: Claudio Brook, Silvia Pinal, Hortensia Santovena, Jesús Fernández, Luis Aceves Castaneda. Messico, 1965, 45’, v. o. sott. it.
Capolavoro incompiuto in cui si racconta la storia, ambientata nel 400 d.c., di un monaco stilita che trascorre sei anni sulla cima di una colonna nel deserto siriano. Ma il diavolo avrà ragione della sua volontà, scaraventandolo in pieno 1900, in un locale notturno di New York.
Leone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia 1965.

Las Hurdes - Terra senza pane
Regia e mont.: Luis Buñuel. Commento: L. Buñuel, P. Unik, R. Acín, basato su Las Hurdes di Maurice Legendre. Musica: Sinfonia n. 4 di J. Brahms. Spagna, 1933, 30’.
"Saggio cinematografico di geografia umana" attraverso una regione della Spagna, a soli 100 Km da Salamnaca, sterile e inospitale, sconosciuta fino agli anni ’20. Luogo brullo, infernale, in cui dominano malattie antiche - la malaria, il gozzo -, per le cui strade e mulattiere abbondano nani e cretini, frutto della mancanza di igiene e degli incesti.

Mercoledì 23 agosto ore 21.15
Bella di giorno
R.: L. Buñuel. Sc.: L. Buñuel, Jean Claude Carrière, dal romanzo omonimo di Joseph Kessel. Int.: Catherine Deneuve, Michel Piccoli, Jean Sorel, Pierre Clementi, Geneviève Page. Francia/Italia, 1966, 100’, v.o. sott. it.
Séverine è una borghese giovane, bella ed elegante. Sposata con un medico, il loro rapporto è un disastro dal punto di vista sessuale. Ma Séverine ha molte fantasie nascoste, che finisce per sfogare lavorando durante il giorno in una casa d’appuntamenti. Finché un cliente dall’aria tenebrosa non si innamora di lei.
Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia 1965.

Giovedì 24 agosto ore 17
Quell’oscuro oggetto del desiderio
R.: L. Buñuel. Sc.: L. Buñuel, con la collaborazione di Jean-Claude Carrière, dal romanzo La femme et le pantin di Pierre Louÿs. Int.: Fernando Rey, Julien Bertheau, Carole Bouquet, Angela Molina, Milena Vukotic. Francia/Spagna, 1977, 103’, v.o. sott. it.
Mathieu Faber, maturo vedovo, incontrata casualmente Conchita Perez a Losanna e a Parigi, e se ne innamora pazzamente. Nonostante la generosità con la quale il ricco signore provvede a lei e alla madre, Conchita si concede limitatamente all'anziano protettore, tenendolo inappagato e costantemente sulla corda.

Venerdì 25 agosto ore 21.30
Tristana
R.: L. Buñuel. Sc.: L. Buñuel, Julio Alejandro, dal romanzo omonimo di Benito Pérez Galdós. Int.: Catherine Deneuve, Fernando Rey, Franco Nero, Lola Gaos, Antonio Cases, José Calvo, Jesús Fernández. Spagna/Francia/Italia, 1970, 100’, v.o. sott. it.

La giovane orfana Tristana va ad abitare con il suo anziano tutore, Don Lope, morbosamente attratto da lei. Fra i due inizia una relazione, ma l’inquieta Tristana si innamora del giovane Horacio e fugge con lui. Malata, Tristana tornerà da Don Lope, dovrà farsi amputare una gamba e finirà per provocare la morte del vecchio uomo.

Dal 21 agosto, 13 film tra i più rappresentativi di Buñuel allo Spazio Oberdan di Milano


Sabato 26 agosto ore 15

I figli della violenza
R.: L. Buñuel. Sc.: L. Buñuel, Luis Alcoriza, con la collaborazione di Max Aub e Pedro de Urdimalas. Int.: M. Inclán, A. Mejía, E. Inda, R. Cobo, A. Delia Fuentes. Messico, 1950, 80’.
Nei quartieri poveri di Città del Messico, la vita di quotidiana violenza, soprusi e crudeltà di un gruppo di ragazzi sbandati il cui capo, ex detenuto in riformatorio, applica la sua logica di sopraffazione anche sui compagni della sua banda.
Premio per la miglior regia al Festival di Cannes 1951.


Sabato 26 agosto ore 17
L’Age d’or
R., sc. e mont.: L. Buñuel (collaborazione al soggetto di Salvador Dalí). Int.: Lya Lys, Gaston Modot, Max Ernst, Pierre Prévert. Francia, 1930, 60’.
Diversi episodi, ambientati in diverse epoche storiche, il cui unico filo conduttore è la forza sovversiva del desiderio amoroso, capace di smascherare e di far esplodere tutte le ipocrisie e i tabù del mondo borghese.
Un Chien andalou
R. e mont.: L. Buñuel. Sc..: L. Buñuel, Salvador Dalì. Int.: P. Batcheff, S. Mareuil, F. Mesan, S. Dalì, L. Buñuel. Francia, 1929, 24’, muto.
Opera prima di Buñuel e manifesto del cinema surrealista, il film è una serie di situazioni che si susseguono con la libertà della logica onirica. Alcune immagini, come l’occhio femminile squarciato da un rasoio, sono diventate autentiche icone del ‘900.

Domenica 27 agosto ore 17.15
Estasi di un delitto
R.: L. Buñuel. Sc.: L. Buñuel, Eduardo Ugarte, dal romanzo omonimo di Rodolfo Usigli. Int.: Ernesto Alonso, Miroslava Stern, Rita Macedo, Ariadna Welter, José Maria Linares Riva. Messico, 1955, 90’.
Il protagonista, Alessandro, è un altro rappresentante della galleria di “mostri” borghesi nel mirino surrealista di Buñuel. Ricco e scapolo, avvicina le donne con l’idea di ucciderle, ma non direttamente, solo invocandone la morte con strani riti da mente malata.

Lunedì 28 agosto ore 21.15
Il fascino discreto della borghesia
R.: L. Buñuel. Sc.: L. Buñuel, Jean-Claude Carrière. Int.: Fernando Rey, Paul Frankeur, Delphine Seyrig, Jean-Pierre Cassel, Stéphanie Audran, Bulle Ogier. Francia, 1972, 103’, v.o. sott. it.
La strana storia di due coppie di ricchi francesi che trafficano in droga con l’America del Sud. Dopo un affare particolarmente redditizio, i quattro vorrebbero festeggiare, ma gli incontri gastronomici che organizzano finiscono sempre per saltare a causa di qualche contrattempo.
Oscar per il miglior film straniero 1973.

Giovedì 31 agosto ore 17
Viridiana
R.: L. Buñuel. Sc.: L. Buñuel, Julio Alejandro. Int.: Silvia Pinal, Fernando Rey, Francisco Rabal, Margarita Lozano, Victoria Zinny, José Calvo. Spagna/Messico, 1961, 90’.
La giovane Viridiana sta per prendere i voti. Va a trovare un suo vecchio zio, don Jaime, ricco benefattore. Ma l’uomo si innamora di lei, la insidia e, respinto, si uccide. Viridiana rinuncia al convento e decide di dedicarsi alla carità. Solo che i mendicanti accolti nella villa dello zio si riveleranno ben poco riconoscenti, spingendola a mettere in dubbio la sua vocazione ad aiutare il prossimo.
Palma d’Oro al Festival di Cannes 1961.

Sabato 2 settembre ore 21.15
L’angelo sterminatore
R.: L. Buñuel. Sc.: L. Buñuel, Luis Alcoriza. Int.: Silvia Pinal, Enrique Rambal, Lucy Gallardo, Enrique García Alvarez, Jacqueline Andere. Messico/Spagna, 1962, 93’, v.o. sott. it.
Alcuni borghesi in serata di gala si ritrovano per una cena dopo teatro nella villa di uno di loro. Progressivamente, il salone della festa si trasforma in una prigione dalla quale nessuno può più uscire né entrare a causa di una forza misteriosa. L’incantesimo dura a lungo, facendo via via emergere gli istinti più bassi di ognuno.


Da domenica 3 settembre a giovedì 21 settembre i film proiettati saranno disponibili in replica.


Domenica 24 settembre ore 15
Il fantasma della libertà
R.: L. Buñuel. Sc.: L. Buñuel, Jean-Claude Carrière. Int.: Bernard Verley, Jean-Claude Brialy, Monica Vitti, Milena Vukotic, Paul Frankeur, Adriana Asti, Adolfo Celi, Michel Piccoli. Francia/Italia, 1974, 105’.
Film a scatole cinesi in cui Buñuel torna a una struttura libera, di stampo surrealista, con molti episodi di graffiante e grottesca ironia: frati che giocano a poker bevendo whisky, militari che si innamorano di statue di donne, eleganti borghesi dediti al masochismo o tormentati da incomprensibili incubi.

Giulia Mandelli
nella categoria Cultura e Spettacolo
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