E adesso anche Renzi, ufficialmente, rivede la politica del PD sui migranti

E adesso anche Renzi, ufficialmente, rivede la politica del PD sui migranti

Evviva i migranti. Bene i migranti. Ma quanti sono 'sti migranti? Ma se stessero un po' a casa loro non sarebbe meglio?

In queste parole è riassunta la strategia del PD di Renzi su un argomento che sarà tra i principali della prossima campagna elettorale. Visto l'andamento delle amminiustrative non certo esaltante per il PD, Renzi ha individuato nei migranti uno dei punti su cui riposizionare il partito in vista delle elezioni politiche.

Prima è stato Gentiloni a tirare in ballo i migranti come problema ormai ingestibile. Nella stessa giornata, pur essendo impegnato in visita ufficiale in Canada, il presidente della Repubblica Mattarella ha incredibilmente ripreso lo stesso problema e gli stessi concetti del presidente del Consiglio. I media si sono adeguati alla nuova direttiva e adesso parlano di migranti come problema epocale... in riferimento all'Italia.

Dopo che i battitori hanno aperto il sentiero, ecco che arriva pure Matteo Renzi ad ufficializzare che tra i migranti e il PD la sintonia è molto al di sotto dello zero. E così nelle anticipazioni del suo prossimo libro che riprende l'ultimo slogan da lui coniato, Avanti, Matteo Renzi rivede la questione migranti auspicando: «uno sguardo d’insieme uscendo dalla logica buonista e terzomondista per cui noi abbiamo il dovere di accogliere tutti quelli che stanno peggio di noi. Vorrei che ci liberassimo da una sorta di senso di colpa. Noi non abbiamo il dovere morale di accogliere in Italia tutte le persone che stanno peggio.

Se ciò avvenisse sarebbe un disastro etico, politico, sociale e alla fine anche economico. Noi non abbiamo il dovere morale di accoglierli, ripetiamocelo. Ma abbiamo il dovere morale di aiutarli. E di aiutarli davvero a casa loro. [...]

Se qualcuno rischia di affogare in mare – continua Renzi – è ovvio che noi abbiamo il dovere di salvarlo. Cominciando, nel contempo, a bloccare lo squallido business delle partenze e il racket che gestisce il flusso dei disperati che si accalcano su un gommone nelle notti libiche alla volta dell’Europa. Ma non possiamo accoglierli tutti noi. E aver accettato i due regolamenti di Dublino, come hanno fatto gli esecutivi italiani del 2003 e del 2013, è stato un errore clamoroso. [...]

I migranti vanno aiutati a casa loro. Perché l’immigrazione indiscriminata è un rischio che non possiamo correre.

Sostenere la necessità di controllare le frontiere non è un atto razzista, ma un dovere politico. Ed è evidente che occorre stabilire un tetto massimo di migranti, un "numero chiuso", che, in relazione alle capacità del sistema paese di valorizzare e integrare in maniera diffusa, nel rispetto della sicurezza e della legalità, consenta un’accoglienza positiva e sostenibile.

Il tutto, naturalmente, ribadendo la necessità che la responsabilità dell’accoglienza sia equamente condivisa con gli altri stati europei. Perché un eccesso di immigrazione non fa bene a nessuno.

Il controllo dell’immigrazione - conclude Renzi - non è un atto di razzismo, ma di ragionevolezza. Un elemento di semplice buon senso che cozza con il buonismo filosofico e con l’utilitarismo universalista di certa classe dirigente e dei raffinati "ceti riflessivi" di alcune redazioni.»

Con questa retorica di stampo dirigista, ma sarebbe meglio classificare come di stampo mussoliniano, lo statista di Rignano inizia l'inversione ad U del suo partito indirizzandolo verso le posizioni della destra e del Movimento 5 Stelle, il vero nemico a cui Renzi guarda.

Ed il Movimento 5 Stelle, sullo stesso tema, incalza Matteo Renzi con il solito post sul blog di Beppe Grillo, con le seguenti tre domande:

1) Vogliamo vedere le carte: cosa hai firmato, nero su bianco? Fino a che punto hai svenduto il nostro Paese “per risparmiare” (come sostieni tu) o “per far guadagnare qualcuno” (come invece sospettano tutti)? Se c’è un accordo sottobanco con l’Europa, che ha costretto un Paese già in ginocchio ad ospitare in due anni oltre mezzo milione di migranti, abbiamo il diritto di conoscerne i dettagli.

2) Quanti soldi ha elargito l’Italia alla Turchia per chiudere la rotta balcanica? Quanto è costato ai contribuenti italiani alzare il “muro” a protezione della Germania, deviando il flusso sulle nostre coste? Quante centinaia di milioni abbiamo tirato fuori per stipulare con l’Europa l’ennesimo affare che conviene a tutti tranne che a noi?

3) Vogliamo sapere che tipo di rapporti ha il PD con i finanziatori delle ONG. Chi sono coloro che mantengono i costosissimi servizi di tali organizzazioni, inclusi navi, aerei ed elicotteri? E questi hanno per caso finanziato anche le campagne elettorali del PD, o associazioni e circoli nazionali vicini al tuo partito?

Come si vede la campagna elettorale è già iniziata e quello dei migranti sarà uno dei temi principali su cui i partiti dibatteranno.

Roberto Castrogiovanni
nella categoria Politica
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