Abbonamento settimanale? L'Agcom dice che non si può fare e sanziona Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb

Abbonamento settimanale? L'Agcom dice che non si può fare e sanziona Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb

Il parlamentare Tizio deve aver scoperto che i telefoni di moglie e figlia che non sono tutelati dai benefit di Camera o Senato finivano per costargli un botto. L'onorevole Tizio deve aver espresso le sue perplessità al collega Sempronio che, a sua volta, si è ricordato che pure Caio gli aveva detto la stessa cosa...

Come risultato i tre si sono chiesti se, per caso, Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb non li stessero "fregando". Dopo averci riflettuto su e dopo aver scoperto che pure la tv satellitare Sky stava per adottare la stessa politica messa in atto dalle compagnie telefoniche, i parlamentari si sono subito trovati d'accordo nel dover fare qualcosa.

Hanno telefonato all'Agcom, i cui membri tra l'altro erano alle prese con lo stesso problema e, detto fatto, ecco che finalmente, dopo mesi che le aziende di telefonia avevano messo in pratica - nonostante fossero già state avvertite di non farlo - la truffaldina politica delle 4 settimane, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha emesso un comunicato in cui - praticamente - impone alle aziende di ripristinare gli abbonamenti in forma mensile, avviando anche "procedimenti sanzionatori nei confronti degli operatori telefonici Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb per il mancato rispetto delle disposizioni relative alla cadenza delle fatturazioni e dei rinnovi delle offerte di comunicazioni elettroniche."

Inoltre, nello stesso comunicato del 14 settembre, Agcom ricorda che "al fine di garantire massima trasparenza e confrontabilità dei prezzi vigenti, nonché il controllo dei consumi e della spesa garantendo un'unità standard (mese) del periodo di riferimento delle rate sottostanti a contratti in abbonamento per adesione, con la delibera 121/17/CONS l'Autorità aveva infatti stabilito nel marzo scorso che per la telefonia fissa e per le offerte convergenti l’unità temporale per la cadenza delle fatturazioni e del rinnovo delle offerte dovesse avere come base il mese o suoi multipli."

Un invito che finora era stata del tutto ignorata. Così, "al termine delle verifiche effettuate da Agcom, è risultato che gli operatori menzionati non hanno ottemperato alla delibera dell’Autorità [alla buon'ora!, ndr].

Agcom sta inoltre valutando l’adozione di ulteriori iniziative, anche per evitare che le condotte dei principali operatori di telecomunicazioni possano causare un effetto di trascinamento verso altri settori, caratterizzati dalle stesse modalità di fruizione dei servizi."

Il che significa che Sky, che aveva annunciato che a partire dal mese di ottobre la fatturazione dei propri abbonamenti sarebbe diventata settimanale, dovrà al più presto tornare sui propri passi e reinventarsi una nuova strategia di marketing per aumentare il prezzo del proprio abbonamento senza doverlo ammettere esplicitamente ai propri abbonati.

E per quanto riguarda le aziende telefoniche, perché non applicar loro una sanzione che risarcisca i clienti per il periodo in cui non hanno dato seguito alle direttive di AgCom? Beh, siamo in Italia e non possiamo chiedere la luna. È già qualcosa che, una volta ogni tanto, si abbia almeno la sensazione che un qualche diritto venga riconosciuto anche ai tanti signor nessuno che abitano nel Paese.

Ma non illudiamoci. Questa è la classica vittoria di Pirro perché le aziende - telefoniche e non - che prima avevano applicato la politica di abbonamneto settimanale, si riuniranno in conference call, in barba all'antitrust, e decideranno come e quanto aumentare gli abbonamenti per continuare a mantenere lo stesso livello di fatturato in "perfetta concorrenza" tra loro. 

Matteo Pani
nella categoria Scienza e Tecnologia
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