Preoccupati del sì e del no, delle elezioni americane, delle quotidiane stucchevoli cronache su quello che dice o non dice il papa, ci siamo dimenticati di Mosul

Preoccupati del sì e del no, delle elezioni americane, delle quotidiane stucchevoli cronache su quello che dice o non dice il papa, ci siamo dimenticati di Mosul

L’Onu raccoglie 42mila testimonianze: storie spaventose.

Civili uccisi e appesi ai lampioni, indosso ai corpi indumenti arancione con la scritta "traditori e agenti delle forze di sicurezza dell'Iraq". I combattenti rimasti sembrano tutti votati al martirio, e si teme si stiano preparando ad usare armi chimiche.

Come animali circondati e con le spalle al muro, gli uomini del Califfato si scoprono ancora più feroci, e dipingono di sangue la strada della ritirata da Mosul.

Un 27enne, ucciso nel quartiere di Bab al-Jideed perché colto a usare un telefonino, in violazione del divieto imposto dagli integralisti.

Decapitazioni e fosse comuni, il colpo di coda del Califfato a Mosul

Immagini cruente mostrano crocifissioni e punizioni come il taglio della mano eseguite su una piazza davanti ad una folla di abitanti. In una si vede un uomo legato a due tavole di legno con la didascalia che recita: "Applicazione della legge di Allah contro un commerciante avido". In altre fotografie si vedono due uomini legati e bendati, e crocifissi prima dell'arrivo del boia che davanti alla folla in un altro scatto spara alla nuca di entrambi. Il tutto davanti ad un folla prevalentemente composta da bambini.

C'è poi l'esecuzione di un quarto uomo accusato di essere gay. Nell'immagine lo si vede precipitare dalla cima di un altissimo deposito di grano.

Infine, il macabro taglio della mano ad un ragazzino accusato di essere ladro; nelle immagini si vede il momento esatto in cui il jihadista affonda una mannaia sul polso della vittima.

Altri cinque bambini catturati mentre cercavano di scappare sono stati impiccati in piazza per dare l' esempio.

E si potrebbe continuare...

razional-mente
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