La vicenda di Nola, ovvero quando fare i medici è considerata una colpa

La vicenda di Nola, ovvero quando fare i medici è considerata una colpa
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Andrea De Stefano, Andrea Manzi e Felice Avella sono tre medici del Pronto Soccorso dell'ospedale di Nola. Lo scorso fine settimana, per arginare il problema dovuto ad un numero inconsueto di persone che avevano fatto ricorso alla richiesta di ricovero d'urgenza, in assenza di letti e barelle, quei medici avevano arrangiato i pazienti per terra. L'altra alternativa sarebbe stata quella di rispedirli a casa o di invitarli a cercarsi un altro ospedale.

Naturalmente, in questi casi spunta il solito video con le riprese "scandalose" di pazienti assistiti mentre era adagiati per terra su delle sistemazioni di fortuna.
Tv, giornali, clamore. E la politica naturalmente, dove c'è un minimo di risonanza mediatica, interviene con il solito ritardato tempismo.



Ecco così il ministero della Salute che il 9 gennaio comunica che il ministro stesso ha disposto un'ispezione all'ospedale Santa Maria della Pietà di Nola, con tanto di carabinieri del Nas inviati sul posto per accertare quanto accaduto.

E non poteva essere da meno la stessa ASL Napoli 3 Sud, da cui l'ospedale di Nola dipende. In questo caso, prima dell'accertamento di qualsiasi inchiesta che chiarisse quanto accaduto, la responsabile dell’azienda sanitaria Antonietta Costantini ha deciso per la sospensione dei tre medici  - direttore sanitario e primari di pronto soccorso e medicina d’urgenza dell’ospedale di Nola - citati all'inizio dell'articolo, perché a suo dire sarebbero già colpevoli per non aver avvisato in tempo l'ASL per l'invio di ulteriori barelle.

In pratica l'ammnistrazione sanitaria che regola l'ospedale di Nola chiede ai propri medici non solo di curare i pazienti ma di organizzare il funzionamento dei reparti prevedendo in anticipo situazioni di emergenza anche in periodi dell'anno dove abitualmente la gente pensa a tutto, ma non certo a rivolgersi ad un pronto soccorso.

La signora Costantini, però, non ha precisato di quali strumenti siano stati forniti gli ospedali che dipendono dalla ASL da lei gestita per permettere ai medici di prevedere i picchi di ricoveri ed avvertire in tempo per la fornitura di mezzi a supporto.

Probabilmente si tratterà di palle di vetro, tarocchi, pendolini magici oppure di raccomandazioni apocrife fatte risalire al mago di Arcella prima della sua  dipartita. E di cosa ci dovremmo stupire?

bavetta
nella categoria Salute
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