Gli americani divisi sui divieti di ingresso negli USA da parte di Trump

Gli americani divisi sui divieti di ingresso negli USA da parte di Trump
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In un sondaggio commissionato da Reuters, Ipsos ha chiesto ad un campione di americani che cosa ne pensassero del divieto di ingresso negli USA per i rifugiati siriani e per i cittadini di passaporto iraniano, libico, iracheno, somalo, sudanese, siriano e yemenita.

Una decisione controversa anche per alcuni importanti esponenti repubblicani come i senatori John McCain dell'Arizona e Lindsey Graham del Sud Carolina, per i quali l'ordine di Trump è soprattutto un segnale, voluto o meno, per sottolineare che i musulmani non sono ben accetti negli Stati Uniti. 

Alla domanda se siano d'accordo con l'ordine esecutivo del presidente, gli americani si sono detti favorevoli al 49% e contrari al 41%. Tra coloro che sono favorevoli la percentuale maggiore, l'82%, ha votato per il partito repubblicano.

Alla domanda se il provvedimento di Trump facesse sentire gli americani più o meno sicuri, il 31% ha risposto affermativamente, il 26% negativamente. Alta, di conseguenza, la percentuale che nn sapeva rispondere alla domanda. Anche stavolta i repubblicani si sono dimostrati abbastanza in linea con la scelta di Trump con il 58% tra quegli elettori.

L'ultima domanda del sondaggio chiedeva agli americani se questo scelto da Trump fosse il modo migliore per combattere il terrorismo. Questa volta il campione, con il 41% ha risposto negativamente, mentre il 38% è d'accordo. Chi non lo sa è il 22%. Anche in questo caso le preferenze tra Democratici e Repubblicani sono molto condizionate in base al voto espresso.

In base al risultato del sondaggio risulta evidente che anche chi ha votato repubblicano non condivide in toto le scelte di Trump, e in numeri assoluti, se si considerano anche coloro che non hanno saputo esprimere un'opinione, l'ordine esecutivo di Trump per l'accesso nel paese da parte di rifugiati siriani e di persone provenienti da 7 paesi africani e mediorientali non è condiviso dalla maggioranza dei cittadini americani.

 

Nel frattempo, come aveva anticipato, Donald Trump martedì ha nominato Neil Gorsuch come giudice a vita della Corte Suprema, scegliendolo da una rosa di tre candidati. Con la sua nomina, i conservatori all'interno della Corte tornano in maggioranza e questo, probabilmente, avrà delle conseguenze su temi che dividono l'opinione pubblica come l'aborto, il controllo delle armi, la pena di morte.

Gorsuch andrà ad occupare il posto lasciato vacante da Antonin Scalia e che Obama aveva cercato di riempire già nel 2016, ma il nome da lui proposto venne bocciato dal Senato a maggioranza repubblicana proprio perché la scelta venisse affidata al nuovo presidente.

Gorsuch è un giudice della Corte di Appello di Denver ed essendo molto giovane è probabile che la sua nomina possa influenzare le dicisioni della Corte Suprema per molti di prossimi anni.

castronanni
nella categoria Esteri
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